I funghi Boletus, costituiscono un genere di funghi basidiomiceti a tubuli della famiglia Boletaceae, generalmente carnosi, a pori bianchi o colorati, a volte viranti allo sfregamento, al taglio o anche al semplice contatto.  

Ai boletus, appartengono circa 70 specie di funghi di medie e grandi dimensioni, si presentano robusti, solidi, tozzi e carnosi. 

Le spore si sviluppano in piccoli pori nella parte inferiore del cappello, contenute in un imenio di colore biancastro, che di solito devia al giallognolo e al verde nei funghi maturi. Il gambo è di solito panciuto, spesso e dal caratteristico rigonfiamento. Le spore sono di colore bruno – nerastro fino al giallo. Quasi tutte le specie delle Boletaceae sono commestibili, alcune sono tra le più ricercate, come i Funghi Porcini, altre sono di solito scartate per il sapore amaro.

Vediamo quali sono i Boletus più conosciuti e ricercati.

Boletus Appendiculatus

Si presentano con un cappello largo dagli 8 ai 18 cm, inizialmente di forma emisferica, poi convessa e infine piana convessa, con il margine spesso ondulato

Si caratterizzano per avere una cuticola asciutta, feltrata, secca e finemente screpolata, eccedente di margine, con un colore che può essere castano, bruno ocra oppure bruno violaceo.

I tubuli si presentano lunghi, arrotondati al gambo, tendenti al giallo e poi al verde, che tendono leggermente all’azzurro al taglio. 

La carne del fungo è soda, di colore giallo tenue, immutabile o leggermente virante al blu sopra l’imenoforo, con un sapore dolce e un odore gradevole. 

L’habitat dell ‘Appendiculatus è sotto pecci e pini, gregario o sub cespitoso, cresce solitamente in aree poco comuni e isolate, dall’inizio dell’estate fino a inizio autunno, in caldi boschi di latifoglie. 

Il fungo si distingue per i pori e il gambo giallo, ornato da un reticolo monocolore. 

È uno dei funghi più ricercati e prelibati perché assolutamente commestibile!

Boletus Regius

Si caratterizza per essere composto da un cappello di 6-25 cm, sodo e carnoso, inizialmente emisferico, per poi diventare convesso guanciali forme, con un margine appena eccedente. 

La cuticola si presenta asciutta, glabra, secca e grinzosa e spesso screpolata. 

I colori si aggirano intorno al rosa, rosso cardinale e rosso lampone, in modo particolare quest’ultimo è presente soprattutto nella fase giovanile, per poi sbiadire, pur mantenendo sfumature rosa violacee con l’avanzare dell’età.

I tubuli sono lunghi, arrotondati al gambo, solitamente di colore giallo, per poi diventare verdastro in fase avanzata.

I pori, invece, sono piccoli dello stesso colore dei tubuli, immutabili come tutto l’imenoforo, salvo sporadiche lievi ossidazioni. 

Il gambo, si presenta corto e tozzo, solitamente tra i 4-10 cm, cilindrico e ingrossato alla base, di colore giallo vivo con base macchiata di rosso porpora, ricoperto nella metà superiore da un fine reticolo giallo.

La carne è soda e compatta, diventa molle con l’età. Gialla, rosata sotto la cuticola e brunastra alla base del gambo; il sapore è dolciastro e si caratterizza per un odore di vernice.

Cresce maggiormente in boschi di latifoglie, preferibilmente di castagni o faggi, su substrato neutro-basico, da inizio a fine estate. 

Risulta una specie commestibile da cotto.

Boletus Aereus

Il cappello è carnoso, con un grandezza che va dai 7 ai 28 cm, convesso e infine spianato. 

La cuticola si presenta pruinosa da giovane, poi liscia, gibbosa, con numerose fossette e pieghe, di colore piuttosto scuro, da fulvo castano carico a bruno nerastro, nero, con zone decolorate, biancastre o giallastre, dove ricoperta da foglie e detriti. 

I tubuli sono stretti, allungati, arrotondati, di colore bianco, immutabili e nella fase avanzata tendenti al giallo verdognolo. 

Il gambo è robusto, largo fino a 10 cm, inizialmente obeso, poi allungato con base bulbosa, biancastro, per poi diventare carnicino pallido e infine giallo sporco, specialmente alla base; presenta poi, un reticolo nella parte alta, sottile e monocolore al gambo.

boletus aereus
Boletus Aereus

La carne è soda e compatta fino a maturità; di colore bianca immutabile, con un odore e un sapore mite e gradevole. 

L’Aereus predilige come habitat le zone calde del mediterraneo, cresce solitamente dall’inizio dell’estate fino all’autunno, in boschi di latifoglie, in modo particolare sotto querce e castagni e nella macchia mediterranea. 

Risulta una delle migliori specie commestibili, in quanto duro e sodo. Inoltre, commercialmente è uno dei quattro boleti, insieme a B. edulis, B. aestivalis e B. pinophilus a cui si può attribuire la denominazione di Porcino.

Boletus Satanas

Presenta un cappello sodo, di dimensioni che si aggirano intorno a 8-25 cm, di forma inizialmente emisferica, poi convessa e infine piana convessa, con un margine involuto e cuticola eccedente

Asciutto, immutabile al tocco, solitamente di colore biancastro o caffelatte quando arriva a maturità, privo di toni rossi e rosati. 

I tubuli sono mediamente lunghi, arrotondati al gambo, gialli o verdastri, viranti all’azzurro al taglio; con pori piccoli e rotondi, inizialmente gialli, per poi passare all’arancione e al rosso arancione, infine al rosso carminio, che risulta più chiaro verso il margine.

Il gambo, risulta tozzo, molto ingrossato alla base che è a forma di cipolla, solitamente di colore rosso carminio o rosato nella parte bassa e giallo nella parte superiore, ricoperto da un reticolo rosso nella metà superiore del gambo.

La carne è soda inizialmente, poi molle ed elastica, biancastra al taglio, con viraggio debole all’azzurro, soprattutto nel cappello e nell’intersezione del gambo. 

NON è una specie commestibile, anzi è tra le più tossiche, perché provoca una sindrome gastroenterica e lassativa, anche dopo prolungata cottura. 

Boletus satanas si distingue per le dimensioni robuste, il cappello bianco, privo di aloni rosati, il gambo molto ingrossato alla base, a forma di cipolla o di pera, di colore rosso alla base e giallo all’apice, ricoperto da un reticolo nella parte alta, i pori da giallo-arancio a rosso-arancio, più gialli verso il margine, la carne biancastra virante leggermente al taglio in tutta la sezione, il cattivo odore cadaverico a maturità.

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