Cervo volante (Lucanus cervus)

Il cervo volante (Lucanus cervus) è uno degli insetti più affascinanti e iconici dei nostri boschi. Con le sue imponenti mandibole che ricordano le corna di un cervo, questo coleottero non passa certo inosservato durante i voli serali d’estate. Pur avendo un aspetto spettacolare e a tratti minaccioso, il cervo volante è innocuo per l’uomo e svolge un ruolo fondamentale nell’equilibrio dell’ecosistema, contribuendo alla decomposizione del legno e alla vita delle foreste. In Italia la sua presenza è sempre più rara, tanto da essere considerata una specie protetta, simbolo della biodiversità da preservare.

Trattasi di uno dei coleotteri più grandi in Europa, il cui corpo può raggiungere e superare gli 8 cm, appartengono alla famiglia dei lucanidi suddivisi in circa 1.100 specie diffuse in tutto il mondo. Il corpo è di colore bruno o nero, raramente si possono trovano cervi volanti dai colori brillanti, il particolare sviluppo dell’apparato boccale dà al cervo volante l’aspetto di un predatore feroce, in realtà sono coleotteri 

coleottero cervo volante

miti e incapaci di mordere, il nome “cervo volante” deriva dalle tenaglie armate e dentate di cui il maschio è dotato, nel cervo volante femmina di dimensioni più piccole, le tenaglie sono più corte così come le zampe sono più corte perché più adatte a scavare le gallerie nella corteccia degli alberi morti dove depongono le loro uova, circa 30 per ovatura. Queste “corna” vengono utilizzate per i combattimenti durante il periodo riproduttivo e fanno apparire il maschio più temibile di quanto effettivamente sia, infatti i muscoli non sono in grado di muovere con forza tali gigantesche mandibole che pertanto risultano alquanto inoffensive.  Il maschio dopo la fecondazione

lucanidi

muore; in realtà la vita adulta del cervo volante è molto breve in rapporto al lungo periodo di sviluppo da larva a insetto che va dai 3 ai 5 anni, durante i quali le larve non vedono mai la luce e divorano insaziabilmente il legno dal quale assimilano la cellulosa. Quando la larva raggiunge la maturità, si trasforma in ninfa e dopo qualche settimana nasce il cervo volante che però rimane ancora nel suo

bozzolo fino a primavera quando poi si apre il passaggio verso l’esterno.

Sono coleotteri notturni, dal volo pesante e rumoroso, in genere si aggirano intorno agli alberi di cui si nutrono come querce e latifoglia  che son quelle che preferiscono, ma si possono trovare anche su salici, faggi, pioppi e castagni.

Danni sono le larve a provocare eventualmente i danni maggiori, ma in genere si nutrono di alberi morti.

Strumenti di lotta sono i loro predatori naturali per lo più rapaci notturni, come l’allocco, o anche le volpi.

Il cervo volante è presente in gran parte d’Europa, ma la sua distribuzione si estende anche verso l’Asia Minore e alcune zone del Medio Oriente. Predilige le aree boschive caratterizzate da alberi di grandi dimensioni, come querce, castagni e olmi, dove trova il legno necessario per lo sviluppo larvale.

immagine di una larva di cervo volante
immagine di una larva di cervo volante

La vita adulta del cervo volante è relativamente breve se paragonata alla lunga fase larvale, che può durare dai tre ai cinque anni. I maschi, una volta completato l’accoppiamento, muoiono entro la fine dell’estate, mentre le femmine possono vivere qualche settimana in più, arrivando fino a settembre se le condizioni ambientali lo permettono.

Gli adulti emergono in genere tra la fine della primavera e l’inizio dell’estate. Dopo aver passato l’inverno nel loro bozzolo, rimangono nascosti fino a giugno, quando iniziano a volare nelle ore serali alla ricerca di partner e nuove aree boschive.

Il cervo volante non è pericoloso per l’uomo. I maschi hanno grandi mandibole simili a corna, ma le usano solo nei combattimenti con altri maschi. Non sono in grado di infliggere morsi dolorosi. Le femmine hanno mandibole più piccole ma robuste, in grado di pizzicare leggermente la pelle senza causare danni seri.

Se ti capita di incontrare un cervo volante, non c’è motivo di preoccuparsi. È un insetto pacifico e raro, che svolge un ruolo importante nell’ecosistema boschivo. Non va allontanato con metodi aggressivi: è sufficiente lasciarlo proseguire il suo volo o, se si trova in un ambiente domestico, accompagnarlo delicatamente all’esterno.

Il cervo volante trascorre la maggior parte della vita come larva, nutrendosi di legno in decomposizione per 3-5 anni. Solo pochi mesi vengono vissuti da adulto, con lo scopo principale di riprodursi. Dopo l’accoppiamento, i maschi muoiono entro l’estate, mentre le femmine sopravvivono un po’ più a lungo per deporre le uova.

In Italia il cervo volante è presente soprattutto nelle zone boschive collinari e montane, in particolare nei boschi di querce, castagni e olmi. È diffuso in gran parte della penisola, con popolazioni più abbondanti nelle aree meno antropizzate.

Sì, il cervo volante è considerato una specie protetta in molti Paesi europei, Italia compresa. La sua presenza è in diminuzione a causa della riduzione degli habitat naturali e della perdita dei boschi maturi.

Il nome deriva dalle grandi mandibole dei maschi che ricordano le corna di un cervo. Durante il volo serale, queste strutture conferiscono all’insetto un aspetto imponente e caratteristico.

Un insetto simile è la lucanide Dorcus parallelipipedus, più piccolo e meno appariscente, spesso confuso con il cervo volante ma privo delle vistose mandibole dei maschi.

I maschi possono raggiungere una lunghezza tra i 7 e i 9 centimetri, mandibole comprese, mentre le femmine sono più piccole, generalmente tra i 3 e i 5 centimetri.

Cervo volante (Lucanus cervus)

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