Spesso ci capita di vedere nel pressi di ristagni d’acqua i salici, questo perché sono piante che soffrono molto la siccità e richiedono per vivere in salute un terreno costantemente umido. Esistono oltre 300 specie diverse, oggi ne esamineremo insieme alcune.

Salice bianco

Il Salice Bianco è un albero di terza grandezza, alto sino a 15 m, a tronco diritto e corona ampia, corteccia grigia screpolata da adulta, rami lunghi ascendenti e divaricati di colore grigio-argenteo e ramuli giallo-bruni sericei passanti all’olivaceo e glabrescenti con l’età.

Foglie con picciolo non ghiandoloso e con stipole strette e caduche a lamina lanceolato-acuminata gradualmente attenuata alle estremità, con la maggior larghezza nella metà basale, seghettata e minutamente ghiandolosa ai margini, verde e debolmente lucida di sopra, più pallida di sotto, argenteo-sericea per pelosità appressata.

salice bianco

Il Salice Bianco ha fiori in amenti contemporanei alla fogliazione; i maschili con 2 stami e antere gialle; i femminili più esili, brevemente peduncolati. Cassula glabra subsessile. Fiorisce in marzo-aprile.

Il Salice bianco vive in tutta l’Europa centro-meridionale, lungo i corsi d’acqua e nei terreni periodicamente inondati, spesso in associazioni caratteristiche, consociato al Pioppo nero; in Italia è frequente in tutta la penisola e nelle isole; sale nelle Alpi sino a 900 m. Predilige i terreni leggeri, umidi e freschi.

Ha importante funzione come specie consolidatrice dei terreni di ripa e franosi, e si coltiva frequentemente per la produzione delle pertiche e dei vimini. I migliori vimini sono forniti dal salice vitellina caratterizzata per i rami più

flessibili e tenaci di colore giallo-oro.

Il legno del Salice Bianco, leggero, ad alburno bianco e durame rosato, non è di gran pregio e si usa per tavolame, imballaggi e carpenteria minuta, con qualche impiego speciale quale la fabbricazione degli zoccoli. Il carbone si usa nella produzione della polvere pirica. Nell’industria cartaria tutte le specie di Salici sono apprezzate per produzione di cellulosa al bisolfito.

Salice da ceste

Il Salice da ceste è un piccolo albero, alto sino a 7 m, o più spesso arbusto, a corteccia grigia e liscia, sfaldantesi in età come nei Platani mettendo a nudo la corteccia nuova color cannella, ramuli glabri, solcati, di colore verde-giallognolo o bruno.

Foglie con picciolo ornato da 2 o 3 piccole ghiandole e da stipole grandi, semicordate, dentate, acute e persistenti, a lamina oblungo-lanceolata, arrotondata alla base, seghettata e ghiandolosa ai margini, acuta o brevemente acuminata all’apice, avente la massima lunghezza nel terzo mediano, di colore verde intenso, glabra e un po’ lucida di sopra, più pallida e quasi glaucescente di sotto.

Il Salice da ceste ha fiori in amenti contemporanei

salice da ceste

alla fogliazione: i maschili peduncolati, con 3 stami e antere gialle; i femminili più esili. Cassula glabra. Fiorisce da marzo a maggio.

Il Salice da ceste vive nei terreni di ripa e periodicamente inondati di quasi tutta l’Europa e dell’Asia centrale, mancando solo nell’estremo nord e in gran parte del bacino mediterraneo; in Italia si trova in tutta la penisola e nelle isole d’Elba e Sardegna, nelle Alpi predilige i settori prealpini e sale sino a 1500 m. Per il resto ha caratteristiche simili al Pioppo bianco.

E’ il miglior salice per la produzione dei vimini da intreccio e per questo scopo viene coltivato.

Salice di ripa

Il Salice di Ripa è un piccolo albero, alto sino a 6 m, o più spesso arbusto a rami eretto-ascendenti e ramuli sottili, spesso penduli, tenuemente bianco-pelosi da giovani, bruno-giallognoli o bruno-rossastri in età.

salice di ripa

Foglie con picciolo breve e senza stipole, a lamina lineare-lanceolata o strettamente lineare, attenuata alle estremità, alquanto revoluta ai margini e finemente seghettato ghiandolosa nella parte apicale, densamente lanosa da giovane su ambedue le facce, quindi glabrescente di sopra e di colore verde-grigio, sempre lanosa, di colore verde più chiaro e quasi glaucescente di sotto.

Il Salice di Ripa ha fiori in amenti che

si sviluppano poco prima della fogliazione, i maschili incurvati, con 2 stami e antere gialle; quelli femminili pure incurvati e peduncolati. Cassula peduncolata, glabra. Fiorisce in marzo e aprile.

Il Salice di ripa, frequente nell’Europa centrale e meridionale, vive in Italia in tutta la penisola, nei terreni fluviali e sale nelle Alpi sino a 1500 m. Quale specie pioniera viene usato nei lavori forestali di sistemazione montana per il consolidamento dei terreni alluvionali.

Salice fragile

Albero di terza grandezza, alto sino a 15 m, a tronco diritto e corteccia grigia; ramuli glabri, di colore olivaceo, lucidi, molto fragili nelle inserzioni.

Foglie con picciolo (2 cm) glabro, ornato da 2 ghiandole in alto e con stipole semicordate caduche, a lamina lanceolata cuneata o rotondata alla base, grossolanamente seghettata ai margini, lungamente acuminata all’apice che di solito è asimmetrico, con la maggior larghezza nella metà 

salice fragile

basale, verde, glabra e lucida di sopra, più pallida e glaucescente di sotto.

Fiori in amenti contemporanei alla fogliazione; i maschili (5 cm) con due stami e antere gialle; i femminili (7 cm) più esili. Cassula glabra. Fiorisce da febbraio ad aprile.

Il Salice fragile vive in tutta Europa e nell’Asia occidentale, con esclusione delle estreme regioni nordiche: in Italia si trova in tutta la penisola e nelle isole, ove popola le rive dei corsi d’acqua sin verso gli 800 m d’altitudine. Ha importante funzione come specie consolidatrice dei terreni alveali, e viene coltivato, allevandolo a capitozza, per la produzione di vimini e pertiche.

Il legno, tenero e biancastro ha scarso valore tecnologico, inferiore a quello del Salice bianco.

Salice nero

Piccolo albero, alto sino a 10 m, o anche arbusto, a rami eretti, rosso-bruni da adulti e fragili, e corteccia grigia, ma di colore giallo vivo all’interno; i ramuli sono ricoperti da una caratteristica pruina azzurrognola che differenzia facilmente questa specie da tutte quante le altre.

salice nero

Foglie con picciolo ornato da stipole grandi, semicordate, dentato-ghiandolose e acute a lamina ovato-lanceolata, lungamente attenuata alla base, densamente dentato-ghiandolosa ai margini, acuta o acuminata all’apice, di colore verde-scuro, glabra e lucida di sopra, glauca di sotto, coriacea in età.

Fiori in amenti che si sviluppano prima della fogliazione; i maschili subsessili, cilindrici, densi,

con 2 stami e antere gialle; i femminili ascellari, sessili e cilindrici. Cassula glabra e sessile. Fiorisce nel periodo compreso fra marzo e giugno.

Il salice nero è una specie propria dell’Europa centrale e settentrionale, piuttosto rara al Sud, così in Italia dove vive nelle Alpi sino a 1800 m e negli Appennini lucchese e marchigiano. Quale specie pioniera predilige i terreni sabbiosi di ripa. Talora viene coltivato lungo i corsi d’acqua per la produzione di vimini grossolani.

Salice odoroso

Piccolo albero, alto sino a 7 m, o arbusto, a rami glabri o lucidi, di colore rosso-bruno e ramuli vischiosi.

Foglie con picciolo glabro, con 1-3 paia di ghiandole in alto, e talora ornato da stipole piccole ovato-oblunghe, dentato-ghiandolose e caduche, a lamina ovato-ellittica, rotondata o largamente cuneata alla base, regolarmente seghettata e ornata da ghiandole gialle ai margini, attenuata e acuminata all’apice, di colore verde intenso e lucida di sopra, più pallida e opaca di sotto, coriacea in età, vischiosa e di grato odore balsamico in primavera.

Fiori in amenti contemporanei alla fogliazione;

salce odoroso

i maschili con 5 stami e antere gialle; i femminili alquanto più sottili e più lassi. Cassula glabra. Fiorisce in maggio-giugno.

Il Salice odoroso ha una vasta distribuzione in Europa e Asia; in Italia vive solo nelle Alpi da 1200 sino a 2000 (2400) m, e nell’Appennino marchigiano, nei boschi di ripa, lungo i torrenti montani e nei terreni paludosi e torbosi. Ha importante funzione come pianta consolidatrice dei terreni alveali.

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