
Il settore alimentare richiede un’attenzione costante e scrupolosa verso la sicurezza e la qualitร del cibo che arriva sulle nostre tavole. Per garantire la massima
Quando si parla di sicurezza sul lavoro, si intende l’insieme delle norme e dei comportamenti atti a rendere salutari e sicuri i luoghi in cui si lavora. Questo per ridurre al minimo i rischi a cui i lavoratori sono esposti durante l’orario di lavoro, eliminando gli eventuali infortuni e la possibilitร di andare in contro alla malattia professionale.
Parlare del lavoro significa addentrarsi in un argomento fondamentale della vita. Puรฒ essere definito il mezzo necessario per mantenersi e creare i presupposti della nostra vita attuale, ma non solo, รจ senzโaltro lo strumento per svilupparla. Eโ normale cercare unโoccupazione che permetta, oltre che di avere mezzi di sussistenza adeguati, di realizzare anche le aspirazioni di creativitร e di riconoscimento sociale.
Che lavorare quotidianamente non debba procurare danni alla salute fisica e mentale, dovrebbe essere sottinteso, anche se forse, non lo รจ quanto meriterebbe, se รจ vero che lโobiettivo della tutela e della salute del lavoro รจ stato stabilito dal Governo Italiano, per esempio, con la Carta 2000 per la salute e la sicurezza del lavoro approvata nella Conferenza di Genova nel dicembre 1999.
Un luogo di lavoro sicuro a tutela della salute dei lavoratori, misure igieniche e sanitarie volte alla protezione di chi svolge un determinato lavoro, il tutto regolato da enti istituzionali specifici.
L’Inail รจ l’ente italiano che ha come obiettivo primario quello di contenere e ridurre la percentuale di infortuni sul lavoro, al fine di tutelare al meglio i lavoratori durante lo svolgimento delle loro mansioni, proteggendoli da eventuali rischi sul lavoro.
Le aziende hanno inoltre l’obbligo di informare i propri dipendenti sui rischi che posso incorrere sul posto di lavoro.
Le analisi obbligatorie per garantire un luogo di lavoro salubre sono:
Oltre ai dipendenti delle aziende anche il personale sanitario deve ricevere una formazione completa in materia di salute e sicurezza sul lavoro tramite seminari e convention sul tema.
I corsi di formazione sulla sicurezza lavoro sono previsti sia per le aziende pubbliche che per quelle private, rivolgendosi a tutti i professionisti che ricoprono vari ruoli di competenza all’interno del loro ambiente lavorativo. L’attenzione riguardo questa importante e delicata materia viene alimentata tramite incentivi sostenuti proprio dall’Inail:
La legge sicurezza sul lavoro รจ piuttosto chiara: corsi e formazione per la tutela del dipendente rappresentano un onere OBBLIGATORIO per le aziende.
Le normative che riguardano la sicurezza sul lavoro sono molteplici e vengono tutte racchiuse all’interno del Testo Unico, il raccoglitore ufficiale di norme riguardanti una determinata materia.
Nel nostro Paese รจ stato redatto il testo unico sulla sicurezza sul lavoro con decreto legislativo n.106/2009
La legge 626, ha strutturato questo settore, e l’attenzione รจ sempre maggiore, per l’evidenziarsi di problematiche diverse che vengono alla luce in base all’esperienza acquisita. L’Unione Europea, ha dimostrato una particolare attenzione: per esempio, con il 4ยฐ Programma Quadro ha lanciato un progetto di ricerca denominato: “Biomed 2”, che si svolge su molti livelli, comprendenti anche il settore del cleaning, con lo studio: “Il rischio nel lavoro delle Pulizie”.
Il summenzionato studio, che ha visto la collaborazione diย molte universitร , haย impegnato nellโeffettuazione diย numerosi test, per un periodo diย oltre quattro anni, ricercatoriย di Danimarca, Finlandia, Germania e Italia (nel nostro paese รจ stata coinvolta lโUniversitร degli Studi di Milano).
La ricerca haย evidenziato il fatto che gliย operatori nel settoreย โcleaningโ risultano essereย esposti a seri rischi in relazione allโuso di attrezzature non adatte.
Tutto ciรฒ provoca danni fisici a medio e lungo termine,ย in modo particolareย disturbi dellโapparatoย muscoloscheletrico, dovuti alla mancanza di ergonomicitร delle attrezzatureย e dei macchinari specifici. Nellโ80% circa degli uffici, scuole eย istituzioni, la puliziaย si svolge manualmente eย con lโutilizzo diย attrezzi manuali:ย il compito fondamentale dei costruttori e progettisti รจ certamente quello diย sviluppare costantemente nuovi concetti per migliorare lโergonomiaย di questi attrezzi con conseguente beneficio fisico degli operatori del settore..
A livello europeo ciรฒ costituisce una sfida difficile perchรฉ nella maggioranza dei casi, le regolamentazioni attengono allโuso delle macchine elettriche e grandi utensili,ย trascurando spessoย le attrezzature manuali di larghissimo uso. Tuttoย ciรฒ haย ripercussioni economicheย rilevanti: statistiche citate anche in autorevoli riviste che si occupano del settore dimostrano che ilย 52%ย delle malattie da lavoro sono causate non dal uso improprio di macchinari elettrici bensรฌย da piccoli e ripetitivi traumi provocati dallโuso di attrezzature manualiย scarsamente adatte.
Lโuso di macchine, che riducendo lo sforzo umano, migliora il benessere dellโoperatore , non limita solamente i danni fisici, ma aumenta anche la produttivitร e la qualitร del lavoro svolto.
Purtroppo perรฒ ancheย i โmacchinariโ sonoย evidentemente, nel mirino del lavoro commissionato dallaย UE.
Un esempio lampante รจ dato dalla macchinaย piรน comunemente utilizzata, la monospazzola, che spesso รจ adoperata per lunghi periodi continuativi: รจ importante quindi che lโattenzione, giร a livello di progettazione sia focalizzata sulla ergonomicitร e facilitร dโuso dellโutensile. Lo studio commissionato dallโUnione Europea, ha messo in rilievo che anche sotto questo aspetto il problema chiave รจ una mancanza importante di informazione e addestramento del settore.
Innanzi tutto il datore di lavoro รจ incaricato a garantire la sicurezza sul lavoro dei propri dipendenti, il quale deve assolvere alcuni adempimenti previsti dalla legge, per salvaguardare la salute psicofisica dei lavoratori. Il datore deve rilasciare informazioni riguardo ai rischi a cui si puรฒ
andare in contro svolgendo un determinato lavoro, come ad esempio sostanze chimiche con cui รจ possibile venire in contatto oppure la pericolositร di utilizzo di alcuni macchinari, facendo in modo di prevenire qualsiasi danno ai lavoratori. Il datore deve compilare il Documento per la Valutazione dei Rischi, dove si attestano le misure preventive attuate per proteggere i lavoratori, indicando il medico competente in azienda.
Per diventare RSPP, Responsabile del Servizio di Prevenzione e protezione sul lavoro, รจ necessario possedere un titolo di studio equiparato al diploma di maturitร e avere un attestato di frequenza a specifici corsi di formazione sulla sicurezza, sulla prevenzione dei rischi, sulla gestione delle attivitร tecnico amministrative dell’azienda. I corsi vengono attivati da molte aziende italiane, ai quali รจ possibile iscriversi anche attraverso piattaforme e-learning.
Vediamo con esempi pratici quali sono gli accessori che svolgono un ruolo protettivo nei confronti del lavoratore. Chi lavora in una fabbrica metalmeccanica, dovrร essere dotato di casco anti urto, di scarpe antinfortunistiche con puntale in ferro, chi lavora in un’acciaieria dovrร essere munito di particolari guanti ignifughi, di occhiali appositi per i lavori di saldatura, nonchรฉ di abbigliamento protettivo. Le norme sulla sicurezza sul lavoro vengono applicate in tutti i luoghi di lavoro, anche negli uffici, dove i rischi sono praticamente nulli, ma รจ nelle fabbriche che sono davvero necessarie. La sorveglianza sanitaria riguarda anche analisi periodiche del sangue, della vista e dell’udito dei lavoratori.
Per l’igienizzazione dei piani di lavoro vengono utilizzati specifici detergenti che mirano a una profonda sanificazione dell’ambiente, eliminando germi e batteri. Per quanto riguarda invece l’abbigliamento antinfortunistico รจ bene rivolgersi a ditte specializzate che lavorano nel campo da anni. In Italia queste aziende sono molto numerose in tutte le maggiori cittร . Dalle scarpe agli occhiali, dalle tute protettive, alle mascherine anti polvere alle cuffie insonorizzanti.
Le malattie professionali piรน o meno gravi, gli incidenti o i semplici infortuni che accadono sul lavoro sono solo la parte โvisibileโ del problema. Ci sono molti altri aspetti che ampliano la questione, e che meritano seria considerazione come le patologie il cui insorgere non รจ forse causato direttamente dallโattivitร lavorativa, ma รจ facilitato da situazioni di lavoro (Work Related Disorders WRD โ patologie correlate al lavoro).
Inoltre, le tecnologie sempre piรน avanzate, i cambiamenti socio-economici e altri fattoriย hannoย evidenziato altre condizioni di cui ora รจ necessario tenere conto. Ad esempio, il tempoย dimostra in modo sempre piรน evidente la correlazioneย tra esposizioni professionali anche a dosi basse e diluite nel tempo, conย problemi cronici che si sovrappongono ad effetti dovuti allโetร e allโinquinamento ambientale.
Oltre ai tumori e leucemie, altre patologie stanno emergendo e tra queste in particolare le patologie muscolo scheletriche (Work Related Musculoskeletal Dosorders โ WRMD o Cumulative Traume Disorders โ CTD), comprendenti principalmente le lombalgie, lโernia del disco lombare o cervicale, la sindrome del tunnel carpale, le tendiniti della mano, del gomito, della spalla, tipicamente dovute allโaccumulo di tensioni di tipo biomeccanico, come vibrazioni, postura inadatta, uso della forza, ripetitivitร dei movimenti.
Daย non trascurare, nรฉ sottovalutare sono leย malattie da definire meno โvisibiliโ: secondo le stime dellโOrganizzazione Mondiale della Sanitร , (OMS), si prevede che le malattie neuropsichiatriche in generale avranno un peso crescente sulla societร , alcuni addirittura prevedono che i โdisturbi da fattori relazionaliโ siano destinati a divenire la patologia da lavoro prevalente in futuro.
La sicurezza lavoro รจ stata โ ed รจ โ uno tra i principali problemi che riguardano ogni categoria di lavoratori, e anche se il settore dellโedilizia risulta essere il piรน interessato in quanto, ancora oggi, รจ il campo lavorativo in cui si verificano il maggior numero di infortuni, a volte mortali, anche il settore delle pulizie ordinarie merita una particolare attenzione, considerando attentamente tutti i rischi a cui va incontro il lavoratore di questo settore, a partire da quelli elettrici (avendo a che fare con macchinari), chimici (manipolando detergenti) e biologici.
L’Anfos, l’Associazione Sindacale dei Lavoratori, offre la possibilitร di effettuare corsi di formazione online, per chi ha poco tempo da dedicare a lezioni in aula. Chiamando il numero verde o compilando l’apposito format presente sul sito ufficiale dell’associazione. Il percorso formativo che
viene offerto a un prezzo molto modesto, insegna quali sono le norme preventive da applicare in materia di sicurezza sul lavoro e rilascia l’attestato di partecipazione a fine corso che serve per diventare responsabile della sicurezza.
Contattandoci al numero verde รจ possibile iscriversi a uno dei corsi online sulla sicurezza sul lavoro. Attraverso una piattaforma tecnologica รจ possibile acquisire professionalitร ed esperienza in materia. La visione del materiale, il tutor e il test finale sono del tutto gratuiti. Se l’esito sarร positivo si pagherร una somma di denaro per il test di valutazione finale e l’ottenimento dell’attestato di partecipazione.
Altre aziende leader nel campo della consulenza, della sorveglianza sanitaria e della formazione in campo della sicurezza sul lavoro si sono poste da sempre come obiettivo, un business etico fondato sul rispetto e sulla tutela dei propri lavoratori dipendenti. Vengono proposti diversi corsi di formazione volti alla sicurezza delle aziende, dei lavoratori e sulle norme antincendio. I corsi possono essere seguiti online, comodamente da casa.
Tra i settori produttivi che registrano le maggiori incidenze annuali di infortuni si trovano il settore agricolo (170.000 incidenti registrati), il minerario e delle costruzioni (100.000 decessi causati da amianto).
La maggior parte delle imprese che denunciano alte incidenze di infortuni sul lavoro sono le piccole e medie imprese (PMI).
Calcolando i costi di morti, feriti, assenze dal lavoro ed invaliditร , il fenomeno causa un danno economico pari al 4% del prodotto interno lordo mondiale.
Nell’Unione europea, le PMI occupano circa i due terzi della popolazione attiva e costituiscono una delle maggiori sfide in materia di sicurezza e salute per il prossimo futuro. In ambito comunitario gli infortuni sul lavoro, soprattutto nelle piccole e medie imprese costituiscono uno dei temi prioritari da affrontare, in quanto gravano pesantemente sull’economia comunitaria, oltre che sui lavoratori e le loro famiglie.
Ad esempio, secondo Eurostat, nel 1996 si sono verificati nell’UE 4.8 milioni di infortuni con 5.500 decessi e 146 milioni di giornate lavorative perse.
A livello nazionale i dati confermano una situazione da tempo riconosciuta come grave, nel solo anno 2001 si sono verificati in Italia un milione di incidenti sul lavoro, di cui 1300 mortali. I riflessi economici di questa situazione costituiscono un onere per la comunitร pari a 28 miliardi di euro. (Dati INAIL 2003).
Il problema investe in maniera particolare le PMI e le micro imprese, nelle quali il tasso di incidenza di infortuni risulta circa doppio rispetto a quello di aziende piรน grandi.
La nuova definizione di piccola e media impresa definita nel maggio 2003 dalla Comunitร Europea estende il concetto di impresa ad ogni struttura che esercita un’attivitร economica a prescindere dalla sua forma giuridica. L’estensione ha come conseguenza di includere tra le imprese anche attivitร artigianali a titolo individuale o familiare.
In particolare si definisce media impresa quando il numero dei dipendenti รจ inferiore a 250, piccola quando il numero di dipendenti รจ inferiore a 50 ed infine, micro impresa quando il numero di dipendenti รจ inferiore a 10.
Da un punto di vista economico e sociale, le PMI hanno un ruolo rilevante in quanto rappresentano il 99% di tutte le imprese nella UE e costituiscono 65 milioni di posti di lavoro.
Ebbene, proprio in queste strutture produttive, ancora oggi, si riscontra un alto tasso di incidenti e quindi sono necessarie misure ad hoc realizzabili attraverso programmi di informazione, sensibilizzazione e prevenzione dei rischi.
Per le piccole imprese, i rischi professionali costituiscono raramente la preoccupazione principale date le loro limitate risorse finanziarie e la carenza di conoscenza in materia di sicurezza e salute.
Stimolare l’adozione di standard piรน avanzati in materia di sicurezza sul lavoro, nelle PMI, รจ un compito che richiede lo sforzo congiunto dell’Unione europea e degli Stati membri.
In Italia, uno studio del CNEL (Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro) ha evidenziato che solo la metร dei lavoratori delle PMI ha recepito il modello “partecipato” di prevenzione e sicurezza previsto dal D. Lgs. 626/94.
Per la maggior parte delle PMI la definizione di salute e sicurezza in azienda non rappresenta ancora un obbiettivo da raggiungere, ma un dovere da assolvere, o peggio solo un costo aggiuntivo nei bilanci.
Ciรฒ รจ dovuto a diverse cause tra cui: l’eccessiva burocratizzazione degli adempimenti del D. Lgs. 626/94, la mancata predisposizione di norme in chiave promozionale e di buone prassi, lo scarso coordinamento degli interventi da parte delle istituzioni centrali e periferiche dello Stato, la difficile applicabilitร della legge in relazione agli specifici e diversi settori delle PMI; รจ da notare infatti, che la 626 รจ una normativa pensata per gli impianti fissi di grandi proporzioni.
Ad oggi solo il 13% delle imprese italiane con piรน di 10 addetti ha realizzato attivitร di formazione sulla sicurezza nel lavoro, tale percentuale scende inoltre all’8,4% in aziende che impiegano tra i 10 ed i 19 addetti (Istat Eurostat).
D’altronde sono proprio le piccole e medie imprese a mostrare gli indici di frequenza di infortuni piรน elevati, essendo spesso fortemente radicate in attivitร a medio ed alto rischio quali: l’utilizzo di sostanze pericolose, movimentazione manuale dei carichi, l’impiego di chimici tossici, sistemi tecnologici di produzione inadeguati.
Tra i principali obbiettivi della Commissione europea in materia di salute e sicurezza figura la necessitร di applicare la legislazione nelle PMI tenendo conto dei problemi particolari che caratterizzano questo settore.
Lo sviluppo di tali obbiettivi รจ stato inserito nei piani dell’Agenda sociale europea per gli anni 2002 / 2006. La Commissione europea tratta questo tipo di problematiche attraverso l’Agenzia europea per la salute e la sicurezza sul lavoro che ha sede a Bilbao in Spagna, ed รจ formata da rappresentanti di tutti gli stati membri dell’Unione.
Nell’ambito delle iniziative per il semestre di Presidenza Italiana del Consiglio dell’Unione Europea, si รจ tenuto a Roma (ottobre 2003) un convegno internazionale su tematiche rilevanti per la sicurezza nelle PMI.
I temi, scelti in accordo con le strategie comunitarie ed i programmi annuali dell’Agenzia europea, hanno riguardato la prevenzione dei rischi derivanti dall’utilizzo di sostanze pericolose, l’educazione alla salute, la responsabilitร sociale delle Imprese e la sicurezza nelle PMI:
Nell’ambito dell’organizzazione delle proprie attivitร ed in seguito alla decisione del Consiglio, l’Agenzia europea gestisce il programma di finanziamento del Parlamento europeo in materia di salute e sicurezza nelle PMI europee.
Il programma, nel suo primo anno di esercizio (2001 2002), ha avuto il fine di promuovere la prevenzione a livello aziendale favorendo la diffusione di informazioni tecniche, scientifiche, economiche e di buona prassi tra tutti coloro che sono coinvolti nelle questioni riguardanti la salute e la sicurezza del lavoro, al fine di ridurre la percentuale di incidenti a carico del personale delle PMI. Ciรฒ รจ avvenuto attraverso il finanziamento di 51 progetti (16 transnazionali e 35 su scala nazionale), riguardanti un’ampia gamma di settori e di rischi,ย scelti tra le 450 richieste di finanziamento pervenute da tutti gli stati dell’Unione europea.
Le valutazioni sono state effettuate in accordo con i governi nazionali, i rappresentanti di imprenditori e lavoratori, esperti indipendenti di settore e delegati della Commissione europea.
Molti dei progetti, sovvenzionati con importi variabili tra 25.000 e 190.000 euro, hanno affrontato problemi specifici dell’industria quali: gli infortuni nel settore edile, in quello metalmeccanico, della carta e grafica, dei trasporti, la possibilitร (attraverso l’applicazione del tutoring) per le PMI di assorbire la competenza accumulata dalle grandi aziende senza eccessivi oneri finanziari. Le categorie interessate hanno potuto beneficiare di soluzioni pratiche finalizzate alla sicurezza nel loro settore specifico.
Notevole รจ stato anche il ventaglio di soluzioni innovative che il programma ha proposto come ad esempio lo studio di metodi adatti ad affrontare il rischio di esplosioni nel settore metalmeccanico o a prevenire incidenti nel settore della cantieristica navale.
I risultati dei progetti non sono solo interessanti, ma risultano anche flessibili poichรฉ si possono trasferire a campi diversi da quelli per il quali sono stati studiati. L’importo complessivo investito per il primo esercizio รจ stato superiore ad otto milioni di euro.
Il secondo programma (2002 / 2003) รจ attualmente in corso, mentre possono essere giร inviate le candidature per il terzo programma (2003 / 2004).
Secondo gli studi dell’Agenzia europea nel mondo esistono 16 milioni di agenti chimici, di cui 10 mila sono prodotti in quantitร maggiori di 10 tonnellate e 30 mila sono comunemente utilizzati in ambito comunitario. I lavoratori esposti a sostanze pericolose ammontano a 32 milioni pari al 25% della forza lavoro europea.
Di questi, il 22% รจ esposto all’inalazione di vapori o fumi tossici, il 3% รจ esposto ad agenti biologici, mentre il 16% risulta esposto per contatto a sostanze chimiche pericolose.
I disturbi piรน comuni dovuti all’esposizione a queste sostanze sono costituiti da dermatiti, asma, patologie neuro motorie e neoplasiche (4% dei casi di tumore sono di origine professionale).
Il quadro normativo europeo prevede l’obbligatorietร per i datori di lavoro di informare i lavoratori riguardo agli agenti chimici pericolosi presenti sui luoghi di lavoro, nonchรฉ ai rischi per la sicurezza, e agli equipaggiamenti e misure di protezione associati a tali agenti.
I responsabili sono tenuti inoltre, a fornire queste informazioni, non solo ai lavoratori ed ai loro rappresentanti, ma anche ai datori di lavoro di qualsiasi impresa esterna interessata. Le informazioni devono essere fornite in una forma appropriata ai risultati della valutazione del rischio, che il datore di lavoro รจ tenuto ad elaborare entro tre mesi dall’inizio dell’attivitร , ed a conservare in azienda a disposizione degli organi di controllo.
Oltre ai rischi presenti nel documento, vanno riportate le misure programmate e poste in opera per la riduzione dei rischi stessi (ad esempio sostituendo o diminuendo la quantitร di tossico presente nel processo produttivo) ed i criteri adottati per la valutazione. Nelle aziende fino a 10 addetti, il datore di lavoro puรฒ autocertificare per iscritto l’avvenuta valutazione dei rischi. Anche tale autocertificazione puรฒ essere sottoposta a verifica da parte delle autoritร autorizzate.
Molto spesso, il personale competente per la sicurezza nelle PMI ha anche il compito di implementare le misure di sicurezza e trova difficile disporre di informazioni specifiche e pratiche in merito soprattutto alle sostanze pericolose.
La direttiva quadro europea in materia stabilisce che occorre sostituire ed eliminare ove sia possibile, o altrimenti ridurre l’utilizzo di sostanze pericolose, al fine di diminuire i rischi.
Per facilitare l’applicazione della direttiva, in occasione della Settimana europea per la salute e la sicurezza sul lavoro 2003, l’Agenzia europea ha raccolto in una guida “on line” una serie di esempi di buona prassi (19 da tutta l’Europa) relativi ai metodi per trasferire efficacemente le informazioni ai destinatari.
Lโintento รจ di migliorare le condizioni di lavoro favorendo il flusso di dati tecnici, scientifici ed economici tra gli interessati. Grazie a questo nuovo strumento web, consultabile in 11 lingue diverse, sarร possibile accedere a dati riguardanti i rischi derivanti da agenti chimici, fisici e biologici; inoltre, saranno disponibili link dei siti di informazione di oltre 100 istituzioni europee che operano nel campo della sicurezza e salute.
Nella ricerca, gli utenti disporranno di un panel di 40 argomenti chiave quali ad esempio prevenzione degli infortuni da sostanze chimiche o l’indicazione di attrezzature di protezione individuale. L’informazione offrirร approfondimenti tematici su diversi argomenti tra cui l’amianto. Vengono riportate, inoltre, rassegne di casistica in cui sostanze pericolose sono state efficacemente sostituite in alcuni luoghi di lavoro ed i limiti di esposizione professionale a sostanze pericolose.
In conclusione, si puรฒ affermare che il fine di questa prima campagna paneuropea sulla sicurezza รจ di aiutare i rappresentanti della sicurezza e tutte le altre istituzioni aziendali interessate (dirigenti, lavoratori, organizzazioni sindacali, ecc.) ad introdurre una politica di partecipazione pratica a queste problematiche, affinchรฉ il proprio posto di lavoro diventi un luogo piรน sicuro e piรน salubre.

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