Le formiche faraone (Monomorium pharaonis) sono di gran lunga le più note e persistenti fra quelle, sfortunatamente, note agli italiani. Si tratta di una formica domestica difficile da eliminare e comune a tutte le abitazioni, di importazione abbastanza recente: giunge in Europa (sembra, dall’Egitto) solo nel XIX secolo; ma vi ci si è trovata benissimo.
Aspetto delle formiche faraone
Le faraone sono formiche piccolissime, si dividono fra formiche operaie, formiche maschio, e le regine del formicaio. Le formiche operaie hanno una lunghezza che varia dai 1.5 ai 2 millimetri, e una coloritura molto chiara, che va dal giallognolo al marrone chiaro; la faraona maschio non superano in genere i 3 millimetri di lunghezza, e si contraddistinguono per il fatto che sono neri e dotati di ali; infine, vi sono le regine, che possono raggiungere i 6 millimetri di lunghezza: sono alate e dotate di una coloritura rosso scuro. Né maschi né regine, tuttavia, volano di frequente.
Abitudini di Nidificazioni e di Nutrimento
Le formiche faraone vivono in colonie poliginiche (cioè sono presenti più regine per colonia), e hanno un periodo di riproduzione continuo durante l’anno, se l’ambiente dove hanno nidificato è loro favorevole. Le loro colonie possono andare dalle poche decine di formiche, fino alle centinaia di migliaia di unità.

Le formiche faraone amano gli ambienti caldi: è quasi sempre nelle abitazioni che vengono scoperte. Gli edifici con riscaldamento centralizzato sono il loro ambiente preferito: nidificano praticamente ovunque, e nemmeno gli ospedali ne sono esenti; soprattutto, preferiscono le zone scure e calde, nei pressi delle tubature dell’acqua calda e di quelle del riscaldamento; negli intercapedini, dietro i battiscopa, ma anche tra le pile di vestiti e nei pressi dei sacchi dell’immondizia. L’umidità non le infastidisce, e anzi spesso si vedono nei pressi delle fonti d’acqua, come rubinetti e docce.
Le formiche faraone hanno una strategia di adattamento comportamentale che prevede che dalla colonia madre si separino diversi nuclei, che danno inizio e si espandono in quanto colonie satellite (un procedimento che va sotto il nome di ‘satelling’). Le colonie satellite non entrano in competizione con la colonia madre, né se ne rendono indipendenti, ma vi rimangono in forti legami di solidarietà.
Le formiche faraone sono prone a creare percorsi ben definiti e quotidiani, da un luogo in cui hanno trovato cibo, al loro nido. Si nutrono soprattutto di cibi ad alto contenuto proteico, come carne e grassi, ma prediligono soprattutto frutta e zuccheri.
Rischio per l’Uomo
Le formiche faraone sono, come si è visto, estremamente piccole: questo è il loro tratto più distintivo, che può aiutare anche un occhio non allenato a riconoscerle. Il loro apparato mandibolare rende le formiche faraone in grado di penetrare attraverso sacchetti, e le loro dimensioni minuscole fanno sì che possano penetrare nei barattoli (spesso e volentieri anche quelli ermeneutici) ed entro qualsiasi anfratto, sfuggendo così anche agli attacchi più decisi.
La capacità delle formiche faraone di penetrare e nidificare pressoché ovunque le ha rese un vero e proprio nemico di strutture che necessitano della massima pulizia e della sterilità, in primis gli ospedali. La formica faraone rappresenta infatti un rischio sanitario da non sottovalutare: le formiche operaie sono grado di trasmettere diversi agenti patogeni, fra cui la salmonella e lo streptococco.
Disinfestazione delle Formiche Faraone
Il fatto che le formiche faraone tendano a creare un percorso fisso tra la fonte di cibo e il formicaio rende abbastanza semplice intuire dove si trovi quest’ultimo; anche se è possibile che il nido si scopra essere nelle profondità dei muri dell’abitazione. Scovare il nido madre, inoltre, può non essere garanzia sufficiente di aver debellato tutte le formiche: è possibile che esistano diversi nidi satellite.
Caratteristiche che rendono efficace un’esca per formiche
Un’esca per formiche davvero efficace deve attrarre diverse specie e garantire la distribuzione del principio attivo all’interno del nido. Per ottenere questo risultato, deve rispettare alcune condizioni chiave:
1. Attrattività bilanciata (zuccheri + proteine)
Le formiche non hanno tutte gli stessi gusti: alcune prediligono sostanze zuccherine, altre – come le formiche faraone – alternano cibi dolci e proteici. Un’esca di qualità integra entrambi i componenti per intercettare le preferenze alimentari più diffuse e assicurarsi che il prodotto venga accettato da tutta la colonia.
2. Consistenza facilmente trasportabile
Perché l’esca funzioni davvero, deve essere facilmente prelevabile e trasportabile dalle formiche operaie, che sono incaricate di portare il cibo nel nido e distribuirlo a regina, larve e altre compagne. Gel morbidi e paste appiccicose sono tra le consistenze più apprezzate.
3. Rilascio lento del principio attivo
Una delle strategie più intelligenti consiste nel rilasciare il veleno in modo graduale. Questo consente agli insetti di scambiarsi l’esca tra loro (fenomeno noto come “effetto domino”) e raggiungere anche gli individui che non escono mai dal nido, come la regina o le formiche in fase larvale.
4. Composizione multi-componente
Le esche più performanti sul mercato combinano componenti nutritivi diversificati in un unico prodotto. Ad esempio, le esche in gel di marchi come Bayer o Copyr includono al loro interno sia attrattivi zuccherini che proteici, per garantire una presa rapida e un’efficacia duratura.
L’uso degli insetticidi liquidi e il rischio di dispersione delle formiche faraone
Attenzione a non cadere nella trappola delle soluzioni rapide: gli insetticidi liquidi a contatto, sebbene sembrino efficaci nell’immediato, possono peggiorare la situazione quando si ha a che fare con le formiche faraone. Questi prodotti, infatti, tendono a disturbare la colonia al punto da provocarne la frammentazione: invece di eliminare il problema alla radice, si rischia di stimolare la formazione di nuovi nidi satellite sparsi in altre zone della casa.
È un meccanismo di difesa tipico di questa specie: quando si sente minacciata, la colonia si divide e si disperde, rendendo il controllo ancora più complicato. In pratica, anziché risolvere l’infestazione, si finisce per moltiplicare il problema, un po’ come tagliare un’erbaccia e vederne spuntare dieci rami al posto di uno.
Il fai da te funziona o no?

Se si sceglie di risolvere l’infestazione con mezzi propri, la strategia delle esche ha solitamente successo con le formiche faraone. Si tratta di lasciare in zone che si sanno essere frequentate dalle formiche dei pezzi di carne a cui sia stato mescolato un veleno (per es., l’acido borico): le formiche operaie che troveranno l’esca riporteranno il veleno al nido, che verrà distrutto. Esche di questo genere si trovano anche in commercio; può essere necessario ricorrere alle esche più di una volta, se il nido è particolarmente numeroso.
Insetticidi spray e polveri sono anche delle soluzioni efficaci per risolvere, almeno momentaneamente, il problema: le formiche faraone non sono particolarmente resistenti a questi tipi di attacchi, che possono dissuaderle per qualche tempo. Tuttavia, le formiche faraone sono molto persistenti, e potrebbero ricomparire in altre zone della casa, o inventare un nuovo percorso verso il cibo; la colonia madre può essere disgregata per qualche tempo, ma probabilmente tornerà a ricostituirsi.
La grande quantità di nidi che è possibile rinvenire e la vitalità ed attività delle formiche faraone può richiedere, quindi, l’intervento di una ditta professionista nelle disinfestazioni.
Caratteristiche che rendono efficace un’esca per formiche







