Pulizia Tappeti Moquette

Indice: Pulizia Tappeti Moquette

Moquette è una parola francese, apparsa nel XX° secolo, la cui etimologia non è ancora stata chiarita; definisce un tessuto di lana o altre fibre, a pelo lungo o corto, posato in modo fisso al pavimento.

La moquette può essere considerata come l’evoluzione naturale del tappeto; chi sceglie la moquette come elemento per arredare un ambiente può essere spinto oltre che da un fattore estetico, dal calore e dall’intimità che questo tipo di pavimento conferisce alle stanze, dalla caratteristica di attutire i rumori e talvolta, come succede frequentemente in Francia, di coprire un pavimento rovinato.

Nonostante tutte queste qualità positive, la moquette è stata ingiustamente “criminalizzata”, come il ricettacolo di polvere e d’infestanti (insetti e acari), di avere una carica elettrostatica elevata, conclusione: una scelta da sconsigliare. Riteniamo invece sia stata soltanto vittima del modo errato in cui viene utilizzata; ha bisogno, come tutti i pavimenti, di una normale manutenzione.

Il pavimento di moquette esige meno cure di quanto si possa credere, e uno dei vantaggi è proprio rappresentato dal risparmio dei costi di manutenzione; uno studio compiuto dell’American Carpet Institute ha messo in evidenza che il costo di manutenzione del pavimento tessile è inferiore del 42-45% rispetto ad altri tipi di pavimentazione.

pulizia moquette

Le fibre comunemente utilizzate per la fabbricazione della moquette sono distinte in:

  • fibre artificiali: Sono oggi quelle più utilizzate per la fabbricazione di  moquette economica, ricordiamo le acriliche, che si ottengono partendo da un derivato vinilico, detto nitrile acrilico, da cui deriva il nome. Sono quelle che più assomigliano alla lana; il colore viene aggiunto al polimero fuso e diviene parte integrante della fibra. Sono normalmente poco assorbenti e quindi il versamento di liquidi non dà formazione di macchie; la carica elettrostatica è abbastanza bassa. Possono essere impiegate per la fabbricazione della moquette da sole o in combinazione con la lana; ottima la resistenza ai detergenti alcalini.
    Le fibre poliammidiche si ottengono per policondensazione di acidi quali l’adipico e il sebacico con la esimenti lendiammina (monomero). Il più importante prodotto di questa categoria è il nylon, che è insolubile negli ordinari solventi organici quali l’alcol e la benzina. Si presenta molto simile alla seta, ma molto elastico e resistente all’abrasione e quindi all’usura; non viene attaccato dalle tarme nè dalle muffe. La trasmissione di elettricità statica è abbastanza elevata. La manutenzione è minima e il lavaggio è molto facile anche impiegando detergenti alcalini.
    Le fibre polipropileniche, si ottengono polimerizzando l’etilene in presenza di catalizzatori tali da ottenere un polimero. Hanno la caratteristica di una grande antistaticità e di una eccellente resistenza all’abrasione;
  • fibre naturali: la lana è una fibra animale proveniente da molte specie di pecore, e di altri animali lanuti: chimicamente è una sostanza proteica cornea (creatina) che praticamente non si carica elettrostaticamente. La struttura interna è di tipo fibrillare.
    Presenta un elevato grado termoisolante, è molto elastica e allungabile, è assorbente ed è resistente al fuoco. Non resiste ai detergenti alcalini. La juta e una libra vegetale proveniente da una pianta che appartiene alla famiglia delle tigliacee, di color giallo pallido o giallo-marrone.
    E’ costituita da cellulosa combinata con una sostanza simile al tannino. Viene utilizzata come moquette per pavimenti sottoposti a un traffico intenso o per arredamenti di tipo particolare quali il rustico. L’annodatura è abbastanza spessa; assorbe moltissimo l’umidità e quindi occorre fare attenzione di non posarla in locali aperti.
    Il cocco è una fibra vegetale molto dura proveniente dalla parte fibrosa del guscio non ancora completamente maturo; viene utilizzata per moquette di tipo grossolano e rustico sottoposte a grande usura.

Posa della moquette

La moquette è costituita da uno strato di calpestio, la cosiddetta “felpa”, che viene fissata a un supporto primario che può essere di juta, di cotone o di fibre sintetiche dalle cui caratteristiche dipendono l’indeformabilità e la stabilità dimensionale del telo.

La parte superiore della moquette può essere lavorata a:

  • bouclè, gli occhielli possono avere altezze tutte uguali o diverse fra loro. Questo tipo di moquette, pur essendo estremamente piacevole, è il più facile ad essere rovinato con il calpestio.
  • bouclè rasato, è un tipo a bouclè a rilievo: gli occhielli più alti sono stati opportunamente tagliati per ottenere un effetto particolare;
  • velluto rasato, rappresenta la moquette classica e l’aspetto si presenta liscio e compatto, le punte non sono individuabili:
  • tipo Saxony, si presenta con peli tagliati ma più lunghi di quelli rasati e con punte visibili.

Tecniche di posa

La tecnica di posa della moquette ha una grandissima importanza, sia sul piano estetico che si desidera ottenere, sia per la durata, sia per le proprietà di attutire i rumori e sia per le proprietà termiche. Prima di applicare una moquette, bisogna assicurarsi che il fondo si trovi nelle condizioni ottimali, vale a dire che sia piano, consistente, indeformabile e asciutto.

La posa può avvenire tanto su un semplice massetto di calcestruzzo, liscio e regolare, quanto su di un pavimento preesistente o su una superficie di legno; se il sottofondo non è piano, cioè presenta discontinuità che potrebbero risaltare anche dopo la posa della moquette e contribuire ai suo precoce logorio, va preventivamente steso un prodotto livellante.

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In relazione al tipo di materiale i pavimenti tessili si possono applicare con metodi diversi, ciascuno del quali in determinate condizioni può essere il più conveniente.

Posa mediante tensione

Tecnica che si può utilizzare con le moquette aventi supporto in juta o fibra sintetica. Questa tecnica di posa conferisce una durata superiore alla moquette; è indispensabile però l’utilizzo di un sottotappeto o feltro che migliora, oltre che la durata, anche l’aspetto estetico della moquette stessa. Questo metodo consiste nel tendere la moquette tra listelli fissati a pavimento e muniti di chiodi d’ancoraggio.

E’ un metodo costoso, compensato però da una maggior durata della moquette.

Posa mediante incollaggio

Si stende il collante sul pavimento, fissando poi sopra la moquette. E’ indispensabile livellare e preparare adeguatamente il fondo; di fondamentale importanza è l’utilizzo di una colla di qualità, che possa essere asportata facilmente in caso di necessità.

Non si ha la morbidezza della moquette posta in opera con tensione con interposto il feltro (eccetto la moquette con supporto a schiuma liscia); l’usura è accelerata per la diminuzione di elasticità.

Posa libera

La posa libera, che è la più semplice, consiste nel tagliare su misura il telo di moquette e lasciarlo semplicemente appoggiato, con i bordi trattenuti dallo zoccolino battiscopa lungo le pareti e dagli appositi coprisoglia in corrispondenza delle porte.

Si addice solo a pavimenti di limitate dimensioni, da rivestire con materiale che non richieda giunte, e dà i migliori risultati con le moquette a supporto “antiscivolo”, gommato o dotato di sottotappeto in schiuma.

Manutenzione

Si può definire “manutenzione”, tutto l’insieme di operazioni che hanno come obiettivo il mantenimento delle qualità della moquette in rapporto alle qualità estetiche, di morbidezza, d’isolamento, di pulizia, eccetera, rappresenta quindi un’operazione di fondamentale importanza.

Lo sporco che si riscontra sulla superficie delle moquette si può distinguere in:

  • elementi solidi. Si tratta per la maggior parte di granelli di polvere, di terriccio, di sabbia o di argilla, che vanno a depositarsi dalla suola delle scarpe sulla parte superficiale della moquette, ma che si possono insinuare poco per volta nello spessore delta felpa. Si può riscontrare anche la presenza di peli d’animale, filacci, che tendono a impigliarsi e a volte sono di difficile rimozione;
  • particelle disperse nell’atmosfera. Provengono dall’inquinamento atmosferico e possono essere rappresentate da particelle grasse alle quali aderiscono particelle più fini il risultato sarà una perdita di brillantezza dei colori;
  • macchie. Rappresentano un grande problema, in quanto la macchia tende a penetrare in profondità a seconda del tipo di prodotto versato, e le suole delle scarpe accrescono questa penetrazione e ne peggiora l’aspetto. Se non si provvede immediatamente a trattare la macchia che si è formata, il danno è quasi sempre irreversibile.
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La pulizia della moquette deve seguire i seguenti step: 

  • Aspirazione. L’uso frequente di un buon battitappeto è indispensabile per eliminare polvere, residui e crescita di acari.

  • Smacchiatura con il sistema “Bonnet”. Particolarmente adatto per la Manutenzione delle Moquettes in lana. Quando si incomincia a vedere una differenza di colore tra i punti più trafficati, si può uniformare la moquette eliminando un po’ di sporco superficiale col sistema Bonnet. Questo è una cuffia in frange di cotone che si applica sotto il disco trascinatore della monospazzola.Sul pavimento si vaporizza un velo di soluzione di DETERMOKET al 10-20%.
    Si vaporizza leggermente anche il Bonnet. Se vi sono macchie localizzate, si può fare una presmacchiatura prima di passare il Bonnet. Si utilizza DETERMOKET concentrato facendolo assorbire sulla macchia. Quindi si versa acqua calda con una spugna e si aspira contemporaneamente con il tubo dell’aspiraliquidi, ripetendo l’operazione più volte (metodo a risciacquo).
    Certi tipi di macchie possono richiedere altri Prodotti (vedi capitolo 6). Il disco Bonnet si gira o si cambia quando sporco. La macchina ideate per questa operazione è la macchina a velocità variabile 200-300 giri (tipo MUSTANG DS) che consente un notevole attrito sulla moquette per facilitare la Rimozione meccanica dello sporco.

  • Shampoonatura. Per la shampoonatura si usa uno specifico Prodotto neutro (RINNOVO) che crea una schiuma compatta a bassissimo contenuto di umidità e lascia un residuo secco che ingloba lo sporco ed è facilmente eliminabile successivamente con il battitappeto.
    Questo tipo di pulitura non bagna in profondità la moquette ed è quindi indicato per moquette con il fondo in Juta che potrebbe portare macchie in superficie o restringersi. Consente inoltre una rapida asciugatura permettendo di utilizzare la moquette dopo breve tempo. Per moquette a diversi colori ed in lana a bene eseguire una prova preliminare in un angolo per verificare la tenuta del colore ed il restringimento.
    Per eseguire la shampoonatura a secco il sistema migliore è quello di usare macchina shampoonatrice con preformazione di schiuma. Si può utilizzare anche Monospazzola a bassa velocità tipo MAVERICK 2 NSS munita di spazzola morbida. In questo caso la moquette resterà più bagnata. Sulla Monospazzola può essere anche applicato il compressore per la preformazione della schiuma per limitare il tasso di umidità. Per la shampoonatura di poltrone, tappezzerie ed in tutte le situazioni dove non si può passare successivamente il battitappeto, il Prodotto da usare e lo SHAMPOO VS. Il RINNOVO infatti renderebbe il tessuto troppo secco mentre lo SHAMPOO VS è a residuo morbido.
    Effettuata la shampoonatura, si aspira con Aspiraliquidi e si passa uno spazzolone per “pettinare” la moquette secondo la direzione del pelo. Si può pettinare contro pelo quando la moquette non presenta zone particolarmente consumate. Questo per ottenere un effetto più folto. Quando il tappeto moquette è asciutto si aspirano i residui passando il battitappeto.

  • Lavaggio a fondo – Metodo a iniezione estrazione. Un lavaggio con Macchine ad estrazione consente la pulitura a fondo della moquette. Tuttavia come visto questo sistema non si può utilizzare per moquette in lana e con fondo di juta. Si utilizza il detergente smacchiatore rapido ed a bassa schiuma DETERMOKET. La soluzione del Prodotto viene iniettata a pressione sulla moquette.
    La spazzola rotante esercita una azione di distacco dello sporco in tutta la lunghezza della fibra ed i residui vengono immediatamente aspirati. Si ripete 1’operazione con sola acqua finché questa ritorna nel serbatoio completamente chiara. La moquette rimane quasi completamente asciutta. Nel caso la moquette fosse stata in precedenza lavata con shampoo o detergenti schiumosi, è necessario aggiungere alla tanica di recupero un po’ di antischiuma (ANTISCHIUMA 666) o meglio ancora vaporizzarlo direttamente sulla moquette.
    Trattamento antistatico : Alcune Moquettes sintetiche, in ambienti molto secchi, possono assorbire cariche elettrostatiche, fatto caratterizzato dallo “scricchiolio” al passaggio e della “scossa” che si prende quando si tocca un oggetto a massa. II fenomeno si manifesta soprattutto di inverno quando l’umidità relativa a bassa. II problema si può attenuare umidificando l’ambiente o vaporizzando un po’ d’acqua sulla moquette. E’ disponibile su richiesta un liquido antistatico specifico.

  • Disinfestazione. Un lavaggio con un buon detergente ed una buona macchina ad estrazione munita di spazzola rotante è in grado di pulire a fondo la moquette ed eliminare quasi completamente questi Acari. Il lavaggio va seguito da almeno due risciacqui con acqua calda. Gli Acari (chiamati anche dermafagociti) si nutrono di squame della pelle, peli e qualsiasi materiale organico presente nella polvere, perciò mano a mano che la moquette si risporca, questi si riformano e si riproducono creando, con i loro escrementi, i ben noti fenomeni di allergie.
    La moquette va perciò tenuta sempre pulita con un battitappeto efficiente. Eventualmente si può ogni tanto spruzzare un disinfestante tipo RESPONSAR SC o simili adatto ad animali striscianti oppure si vaporizza la moquette con RESPONSAR SC allo 0.2% prima del lavaggio con macchina ad estrazione. Dopo 5 – 6 ore si può eseguire un lavaggio ad estrazione o un risciacquo versando acqua sulla moquette ed aspirando. Questo per eliminare le tracce del Prodotto disinfestante e soprattutto gli escrementi degli Acari che sono i veri responsabili delle forme allergiche.
    II RESPONSAR SC liquido può essere anche aggiunto allo 0.2% al DETERMOKET quando si fa l’estrazione. Il sistema migliore per limitare questo fenomeno resta comunque l’aspirazione giornaliera con un buon battitappeto ed un lavaggio ad estrazione all’inizio delta primavera (Marzo – Aprile) ed alla fine dell’estate (Settembre – Ottobre).

  • Smacchiature speciali. Quasi tutte le macchie sono eliminabili con il sistema a risciacquo con acqua calda. Questo sistema consiste nel vaporizzare sulle macchie il detergente più idoneo e “spugnare” con acqua calda aspirando contemporaneamente con il tubo dell’aspiraliquidi. Questa operazione viene ripetuta più volte per avere una completa rimozione della macchia che è stata sciolta dal prodotto.
    Per macchie di catrame o Oli grassi, utilizzare un Prodotto più specifico tipo DEKA P. Per macchie di vernici, pennarelli, colle, utilizzare il SINERGIZZANTE PER DESTAK e risciacquare con il metodo a risciacquo.Per macchie che possono aver alterato il colore, utilizzare lo smacchiatore acido per moquette (1% acido formico + 1% formalina) e metodo a risciacquo. Le macchie di tintura di Iodio si eliminano con soluzione di tiosolfato. Per le macchie di ruggine utilizzare soluzione acido ossalico o metodo a risciacquo.

  • Deodorazione. Quando si lava la moquette, soprattutto con il metodo ad estrazione e specie per moquette con fondo di schiuma di gomma, si possono manifestare odori sgradevoli durante l’asciugamento. E’ conveniente, soprattutto in giornate particolarmente umide, aggiungere alla soluzione di lavaggio o di risciacquo un po’ di profumatore REMANENT (mezzo bicchiere per 10 litri d’acqua).
    Nel caso l’odore persistesse per diversi giorni è necessario effettuare un lavaggio ad estrazione usando KEMIQUAT che consente di inibire la formazione di odori causati da microrganismi. E’ necessario utilizzare antischiuma nella tanica di recupero.

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Sia l’arredamento che l’abbigliamento, oggi, si servono di una vasta gamma di qualità di pelle in altrettanti diversi colori, spessori, morbidezza e finiture. A seconda del tipo di impiego che ne viene fatto, cambia il metodo di pulizia e manutenzione da effettuare. Il mercato, a sua volta, offre una moltitudine di prodotti specifici per pulizia, manutenzione e anche lavaggio della pelle nei diversi suoi impieghi. Il nostro obiettivo è quello di fornirvi metodi più economici ed ingegnosi che si possono eseguire in casa, e che possono dare comunque, ottimi risultati finali.

In genere, la benzina è ottima per pulire tutti i tipi di pelle, mentre, per lucidarla, potete usare un panno inumidito di succo di limone e, infine, la trementina, se passata periodicamente, evita la formazione sulla pelle della muffa, soprattutto se viene custodita in ambienti umidi; eventualmente fate asciugare la pelle lontano da fonti di calore e cercando il più possibile di mantenerla in forma.

Vediamo nel dettaglio i vari metodi di pulizia.

Pulizia capi di abbigliamento e borse in pelle

Pelli chiare. Con pelli chiare potete usare la benzina, lasciate poi asciugare e, successivamente, passate la pelle con del prodotto neutro lucidante lasciandolo quindi agire per un’intera notte; infine, togliete gli eccessi di lucido e lucidate la pelle con un panno morbido.

Pelli scure o logori. Per rinnovare pelli scure o logori vi consigliamo un metodo molto efficace: prendete della vaselina pura e della cere in parti uguali, (circa 30g per una), fondetele a bagnomaria, aggiungetevi 20g di trementina e altrettanti di vernice per legno facendo attenzione che sia del colore adatto. Mescolate e con uno panno, passate l’impasto sulla pelle, fate asciugare bene per qualche ora e infine lucidate e togliete gli eccessi con un panno pulito.

Guanti in pelle. Se sono particolarmente sporchi, potete pulirli indossandoli e strofinandoli con della benzina, oppure, se non sono tanto sporchi potete strofinarli con della mollica di pane.

 

Pulizia capi di abbigliamento e borse in pelle

Guanti in pelle bianca. mescolate del latte caldo e dell’albume montato a neve, e sempre tenendoli infilati, strofinateli bene con questa miscela, se lo sporco risultasse più resistente del previsto, prendete dell’acqua saponata, aggiungete qualche goccia di candeggina e quindi, strofinateli.

Guanti in pelle scamosciata. Usate solamente acqua saponata tiepida.

Guanti in pelle nera. Se sono anche logori, potete rimetterli a nuovo mettendoli in un bagno di olio di oliva con l’aggiunta di inchiostro nero di china.

Pulizia scarpe in pelle e vernice

Scarpe in pelle di vitello o capretto. Spazzolate via la polvere, la terra o il fango con una spazzola per scarpe, poi potete usare, o il lucido specifico che trovate in commercio, oppure del semplice latte o la parte interna della buccia di banana; per le macchie di muffa o grasso, strofinatele con della trementina.

Pulizia scarpe in pelle e vernice

Scarpe in pelle scamosciata. Spazzolatele prima delicatamente, con lo spazzolino in ferro specifico per questo tipo di pelle, e poi passate con un batuffolo di cotone imbevuto di etere. Per rinnovare il colore ci sono in commercio degli appositi tamponi, più semplice se sono di colore nero, questo potete rinnovarlo passandole con uno spazzolino bagnato nel caffè.

 

Scarpe in pelle bianca. Dopo aver dato una prima spazzolata per togliere la polvere, spazzolatele con una spazzola pulita, bagnata in acqua insaponata, tiepida. Lasciate poi asciugare con gli appositi tendiscarpe o, se ne siete sprovvisti, potete sempre usare della carta da mettere all’interno che tenga in tensione la pelle.

Scarpe in vernice nera. Inumidite un panno con sola acqua o anche bagnando un panno con poca birra. Mettete sempre in forma le scarpe come indicato appena sopra e lasciate asciugare. Quando sono asciutte per ammorbidire la vernice, passatele con dell’olio di semi o della cera per legno.

Pulizia pellicce e montoni

Pellicce. Per una pulizia accurata e completa, vi consigliamo di rivolgervi ad esperti in questo particolare tipo di manutenzione e pulizia. Possiamo comunque dare dei consigli o suggerimenti, per mantenere i vostri capi di pelliccia in ottime condizioni: per esempio, è buona regola, non mettere mai la pelliccia bagnata vicino a fonti di calore per farla asciugare, questo potrebbe causare l’indebolimento del pelo che si spezzerà più facilmente. Anche l’esposizione al sole è sconsigliata. Durante il periodo estivo conservatela in un luogo fresco, possibilmente avvolta in un sacco di cotone che potete ricavare confezionando un lenzuolo vecchio. Mettete sempre degli antitarme. Per pulire dallo smog e dalla polvere la pelliccia, passatela con della crusca che avrete prima riscaldata in una padella o in forno. Tamponate con della trementina i punti più sporchi.

Pellicce a pelo raso di colore scuro. Per una buona pulizia potete usare dell’olio di vaselina: tamponate il pelo e poi lasciate agire per 10-15 ore, dopodichè per assorbire l’olio, passate con la crusca riscaldata.

Pellicce bianche. Anche in questo caso potete usare olio di vaselina e crusca, ma per ottenere un risultato migliore aggiungete un ulteriore passaggio preparando un impasto 

Pulizia pellicce e montoni

di talco e trementina, stendetelo con l’aiuto di un panno, lasciate seccare e poi spazzolate.

Pellicce sintetiche. È consigliato il lavaggio a secco.

Montone. Se è molto sporco, consigliamo, anche in questo caso, di rivolgervi a una tintoria specializzata, trattandosi di qualche macchia o di un capo leggermente sporco potete tamponare con acqua saponata, ma dovete fare molta attenzione perché possono rimanere sulla pelle degli aloni. Quando avete dei capi di pelliccia poco ingombranti, potreste tentare di fare un lavaggio delicato a mano come per la lana, controllate sempre l’etichetta. Fate asciugare appeso e, una volta asciutto, spazzolatelo per ridare vaporosità e volume al pelo.

Pulizia moquette

Moquette. Quando la moquette è nuova passate solo con una scopa di saggina in quanto, per qualche tempo tende a perdere molto pelo. Normalmente, per la pulizia quotidiana, pulire  moquette con una scopa a rulli in setola, e usate il battitappeto solo una volta la settimana, questo per evitare il rischio di togliere troppo pelo.

Pulizia Moquette

A seconda del tipo di moquette e a seconda del tipo di posa in opera, periodicamente, dovrebbe essere fatto un lavaggio: lo potete fare voi stessi affittando un apparecchio per il lavaggio della moquette, oppure, affidandovi a un’impresa specializzata.

Moquette a pelo bouclè o pelo raso, posa incollata e in tensione. La pulizia migliore si ottiene con il tipo di lavamoquette ad iniezione-estrazione di acqua tiepida, lavando e aspirando,non lascia residui. Altri apparecchi, invece, come ad esempio il lavamoquette con doppia spazzola, con shampoo e ad acqua, oltre al rischio di restringimento, non aspira i residui, pertanto, è necessario ripassare l’aspirapolvere

moquette asciutta, così come l’apparecchio a una spazzola e shampoo secco richiede il passaggio dell’aspirapolvere per aspirare i residui cristallizzati.

Moquette a pelo bouclè e pelo raso posa libera. Consigliamo di usare esclusivamente l’apparecchio a shampoo secco, o quello ad iniezione-estrazione, ma ricordate che come detto sopra, l’utilizzo dell’acqua può provocare il restringimento della moquette.

Moquette a pelo lungo e flisè, posa libere incollata. Il miglior risultato si ottiene con l’apparecchio a iniez.-estraz. Ad acqua tiepida.

Pulizia tappeti

Tappeti. Come per la pulizia moquettes , anche per pulire tappeti, consigliamo di passarli con la scopa di saggina se sono nuovi e soprattutto se sono di lana. Per la pulizia ordinaria usate il battitappeto, mentre il lavaggio, eseguito con il lavamoquette va fatto solo se necessario e con apparecchi a shampoo neutro e bassa emissione di acqua (con tappeti in lana vi è il pericolo di infeltrimento)

Pulizia tappeti

Tappeti in fibra sintetica. Il metodo di pulizia ordinaria non cambia, ma possono essere lavati più spesso di quelli in fibra naturale.

Tappeti preziosi. Cercate di passare il battitappeto il meno possibile, mentre per il lavaggio vi consigliamo di rivolgervi sempre a personale o ditte specializzate.

Pulizia macchie: tipologie e smacchiature

Vogliamo separare dai normali metodi di pulizia e manutenzione dei vari tessuti, pelli, moquette e tappeti, fino ad ora trattati, i metodi di trattamento delle macchie; si tratta di un campo che crea molti problemi, ai quali non è facile trovare una soluzione, in quanto, nella quasi totalità dei casi, la soluzione è data dalle alte temperature e da lavaggi energici, ma sappiamo che solo pochi tessuti possono sopportare questi trattamenti. Un altro problema è dato dal fatto che, il tessuto può essere parte di un rivestimento, o di un tappeto o moquette e quindi può essere impossibile eseguire un lavaggio vero e proprio o lavaggi più frequenti come nel caso di tappeti e moquette. Per sapere quale sia il modo migliore per intervenire su una macchia è senz’altro bene conoscere la sostanza stessa che l’ha provocata e il tipo di tessuto su cui si trova.

Pulizia macchie

 Smacchiatura: principali regole per smacchiare senza fatica e risparmiando tempo

  • macchie fresche: sicuramente sono più facili da eliminare quando ancora è in superficie, quindi intervenite immediatamente usando un tampone di carta assorbente e cercate di togliere la maggior quantità di sostanza prima che penetri nel tessuto.
  • SOS macchie: ricordate alcune circostanze in cui si può intervenire con dei semplici metodi di smacchiatura. 1. Macchie grasse: per evitare che si allarghi, cospargetela di talco e lasciate asciugare, poi spazzolate; 2. Macchie non grasse:lavate subito con acqua fredda corrente; 3. Macchie di vino, frutta, barbabietole: mettere del sale sopra, impedirà alla macchia di allargarsi, ma fate attenzione il sale tende a scolorire il tessuto; 4. Macchie di cioccolato, uova, sangue e altre sostanze albuminoidi: evitate di usare acqua calda, il calore fissa i colori di queste sostanze pertanto usate solo acqua fredda.

Procedure da effettuare prima della smacchiatura:

  • Effettuate un test di controllo su una parte di tessuto interno o più nascosto per evitare di rovinare irreparabilmente il capo. Non essendo possibile avere a disposizione informazioni precise sul tipo di tessuto, sulla procedura di tintura e fissaggio, non è nemmeno possibile sapere con certezza la reazione del tessuto alla smacchiatura.
  • Evitate gli interventi violenti, procedete piuttosto per gradi, ripetendo più volte un trattamento leggero, piuttosto che rischiare di rovinare irrimediabilmente il vostro capo, mentre con questo metodo è più facile controllare l’effetto che i trattamenti possono avere sul tessuto.
  • Effettuate la smacchiatura prima del lavaggio in acqua: come già accennato, il calore per certi tipi di macchie si comporta da fissatore, mentre, gli aloni lasciati dalla smacchiatura, normalmente si possono eliminare con un normale lavaggio. Fate pertanto un controllo preliminare, così da individuare prima macchie che potrebbero diventare resistenti al lavaggio.
  • Il metodo migliore per togliere una macchia da un tessuto è il metodo tampone: tenendo della carta assorbente o un panno bianco a tampone sulla parte davanti, tamponate da dietro con un solvente adatto al tipo di tessuto, e con un movimento che va dall’esterno della macchia all’interno, così da non espandere ulteriormente la macchia e, mentre fate questo, cercate di muovere il tampone che serve per assorbire, altrimenti la macchia ritorna sul tessuto. Le macchie in rilievo, con questo metodo, potrebbero penetrare ulteriormente, quindi fate attenzione a togliere prima la parte solida con uno cucchiaio o la lama di un coltello.
  • Usate del cotone idrofilo o un pezzo di tessuto in cotone bianco per tamponare il solvente per essere certi che non rimangano aloni di colore sul tessuto.

Tipologia delle macchie: un ulteriore aspetto che ci aiuta a capire come intervenire è sapere che le macchie si dividono in tre gruppi:

  • per assorbimento: sono quelle causate dall’assorbimento di liquidi come caffè, tè, latte ecc. generalmente sono le più facili da togliere, soprattutto se il tessuto si può lavare e si interviene immediatamente: quindi, a seconda del tipo di tessuto lavate con acqua tiepida o calda, ma non usate acqua bollente. Non essendo possibile il lavaggio immediato e non si tratta di tessuti come lana e seta, lasciate in ammollo nell’acqua fredda e successivamente eseguite il lavaggio indicato al tipo di tessuto, questo metodo in genere da ottimi risultati. Se invece risultasse inefficace il normale lavaggio, passate allo smacchiatore. Per quanto riguarda i tessuti che non si possono lavare in acqua, ma devono essere lavati a secco, cercate di tamponare fino a che non avete tolto tutto il liquido, fate attenzione che non si tratti di macchie causate dall’acqua.
  • macchie in rilievo: sono causate da sostanze solide, come ad esempio grasso o  vernici: queste generalmente rimangono in superficie, quindi, per diminuire il danno è determinante la velocità di intervento. Prima di tutto, togliete la parte in spessore con una lama di coltello o della semplice carta badando di non spargerla ulteriormente sul tessuto e poi procedete con la tecnica di smacchiatura più indicata al tipo di macchia e al tipo di tessuto.
  • macchie miste: sono quelle causate da sostanze come ad esempio il sangue, oltre che penetrare nel tessuto, lasciano anche dei residui in rilievo. Togliete quindi la parte in rilievo come indicato sopra e successivamente procedete come per le macchie di assorbimento.

Macchie non identificabili. Quando non è possibile riconoscere la natura della sostanza macchiante, in genere il metodo da seguire è quello dell’ammollo e del successivo lavaggio, se il tipo di tessuto lo consente. Trattandosi di tessuti che non si possono lavare, tamponate prima con dell’acqua tiepida ma, se le macchie persistono, usate una soluzione di ammoniaca. Sui tessuti lavabili potete provare prima a tamponare con dell’acqua ossigenata.

Macchie su moquette e tappeti. è importante intervenire immediatamente, prima sull’eventuale parte non assorbita, poi, se avete a disposizione un sifone da selz, spruzzate subito sulla macchia, oppure tamponate accuratamente con sola acqua fredda e asciugate immediatamente con della carta assorbente. Quando usate un qualsiasi sistema di pulitura, ricordate di non usare lo smacchiatore direttamente sulla macchia, ma verificate in un angolo o in una parte meno visibile per evitare di provocare danni maggiori. Come indicato sopra, per tamponare usate un pezzo di tela di cotone umida. Se rimangono degli aloni dopo la smacchiatura, passate la moquette o il tappeto con un shampoo secco.  Se non riuscite ad ottenere alcun risultato e la macchia rimane fate eseguire un lavaggio da personale specializzato. Nel capitolo “Macchie dalla A alla Z” sono indicati i metodi di intervento adeguati al tipo di macchia.