Gli aracnidi sono acari che, per la maggioranza sono parassiti che vivono ai danni di vegetali, animali e anche dell’uomo. Fra gli aracnidi si trovano anche acari predatori, molto utili nell’agricoltura.

I ragni appartengono alla classe degli aracnidi, una sottospecie degli artropodi chelicerati.
Gli aracnidi predatori sono carnivori e si nutrono di insetti, alcuni possono essere velenosi, ma solo poche specie risultano pericolose per l’uomo, il loro morso può provocare dolore, arrossamento e gonfiore.
Nonostante il loro aspetto incuta timore a molte persone per l’agricoltura e il giardinaggio sono molto utili in quanto aiutano ad eliminare molti 

aracnidi immagini
artropodi aracnidi

insetti e vanno protetti e non eliminati.

ACARI sono Aracnidi, per la loro somiglianza ai ragni vengono anche chiamati ragnetti, ma a differenza dei ragni gli acari sono parassiti hanno un corpo unico con quattro paia di zampe. Tra gli acari, parassiti delle piante  più conosciuti ci sono: il ragnetto rosso e il ragnetto giallo della vite. Sono visibili anche ad occhio nudo, in genere sulla parte posteriore delle foglie, oppure, a seconda della specie, sugli steli, e sui fiori

I danni: gli acari, sono parassiti molto pericolosi che possono causare gravi danni, si moltiplicano molto velocemente, e grazie al loro apparato boccale pungente e succhiante, quando mordono la foglia, ne succhiano il citoplasma delle foglie e contemporaneamente iniettano la loro saliva tossica che causa inizialmente l’ingiallimento o perdita di colore e poi indebolimento, chiazze e galle. Oltre ai danni che provocano loro stessi alla pianta vi sono anche i danni che ne derivano dalle ferite lasciate dal loro morso che favoriscono l’attacco di altre malattie rallentando lo sviluppo e la crescita della pianta.

Le piante: il più diffuso è il ragnetto rosso che attacca soprattutto le piante da frutto e i frutteti, ma anche piante ornamentali.

aracnidi ragni

La lotta: per eliminare gli acari dalle piante, non è facile in quanto tendenzialmente si rifugiano nelle fessure della corteccia o nelle gemme e inoltre si adattano facilmente agli antiparassitari se questi non vengono cambiati spesso: i metodi tradizionali e biologici consistono nell’uso di sostanze come il piretro e il rotenone ( sostanza che si ottiene dalle radici di piante tropicali e subtropicali), lasciando agire i predatori naturali degli acari come coccinelle, cimici e acari predatori, innaffiando con getti d’acqua molto forti, stendendo sul tronco oli minerali, e infine 

cercare di eliminare col fuoco le parti infestate.

Per quanto concerne i metodi colturali, si consiglia di usare composti ricchi di fertilizzanti e diminuire l’apporto di azoto ed eliminare le piccole piante avventizie.

La lotta chimica ha maggior efficacia se vengono eliminate le uova al termine del periodo di riposo, con l’impiego di sostanze ovicide.

TARSONEMA: è un acaro dalle dimensioni microscopiche che si nasconde negli apici dei vegetali.

I danni provocati da questo acaro sono visibili sulle foglie che risultano di dimensioni ridotte, deformate con l’ispessimento o arrotolamento del lembo. Se l’infestazione è grave anche i boccioli si seccano.

La lotta è primariamente preventiva eseguendo una rotazione delle colture. Nella difesa biologica può essere utile piantare aglio che respinge in modo naturale il tarsonema, soprattutto vicino a colture di fragole che vengono facilmente attaccate da questo acaro.

La lotta chimica si avvale di sostanze come: Endosulfan e Abamectina nelle dosi consigliate.

ERINOSI: ( eriofide dell’erinosi) è una malattia provocata da un acaro: l’eriofide (Colomerus vitis). Di forma allungata, di dimensioni microscopiche ( 0,2 mm la femmina) e di colore bianco-giallastro. Gli acari eriofidi hanno un ciclo biologico molto breve di circa 10- 20 giorni e in un anno possono susseguirsi fino a 7 generazioni.

L’erinosi è la malattia provocata da questo acaro, e colpisce le foglie della vite e del noce, i sintomi che si manifestano sono principalmente due: formazione di bollosità o galle di colore rosso nella pagina superiore della foglia, provocate dalle punture dell’acaro, e di un feltro biancastro sulla pagina posteriore dato dall’eccessiva crescita dei peli della foglia ( 1-2 cm) e dove gli eriofidi si rifugiano. L’erinosi è una malattia che si sviluppa primariamente nella stagione primaverile quando gli adulti che svernano all’interno delle gemme escono e si spostano sulle giovani foglioline; 

aracnidi insetti

nella stagione estiva, gli attacchi sono meno frequenti.

Le piante colpite da aracnide sono la vite e il noce.

I danni non sono gravi, sono perlopiù di carattere estetico in quanto, la malattia provoca delle alterazioni nello sviluppo dei peli sulle foglie e delle galle o rigonfiamenti sulla parte posteriore.

Lotta e rimedi: gli antioidici come dinocap e zolfo e gli antiperonosporici ( come ditiocarbammati) sono sostanze tossiche per gli eriofidi sono sensibili, ma solo in caso di infestazioni limitate possono avere esito positivo, nel caso di infestazioni elevate anche se usati in quantità elevate non risolvono il problema. Fungicidi e insetticidi non devono essere molto tossici per non eliminare anche i naturali nemici degli eriofidi, in particolare, gli acari fitoseidi che svolgono un efficace lotta biologica pertanto la lotta chimica deve essere considerata come rimedio estremo in relazione alla percentuale di presenza di acari fitofagi e fitoseidi.

Quali sono gli aracnidi italiani

In Italia la classe degli aracnidi è molto ben rappresentata: non ci sono solo i ragni che tutti conosciamo, ma anche scorpioni, opilioni, pseudoscorpioni, acari e altre forme meno note. Ti faccio una panoramica dei principali gruppi di aracnidi presenti in Italia:

Ragni (Araneae)

Il gruppo più numeroso e conosciuto. In Italia vivono oltre 1.600 specie documentate, dalle più comuni alle più rare.

  • Ragni domestici: ad esempio Tegenaria domestica e Steatoda grossa.

  • Ragni saltatori (Salticidae): piccoli, con ottima vista, molto diffusi anche nei giardini.

  • Ragno violino (Loxosceles rufescens): non originario ma ormai stabile, può dare morsi dolorosi.

  • Taranta (Lycosa tarantula): il famoso ragno lupo del Sud Italia, legato al mito della taranta.

Scorpioni (Scorpiones)

In Italia ci sono 5 specie di scorpioni:

  • Il più comune è Euscorpius italicus, presente in molte regioni.

  • Tutti gli scorpioni italiani hanno veleno non letale per l’uomo, simile a una puntura di vespa.

Opilioni (Opiliones)

Detti anche “ragni papà lungo-gambe” (da non confondere con i ragni veri).

  • Hanno corpo globoso e zampe sottili molto lunghe.

  • Sono innocui e diffusi nei boschi e nelle campagne italiane.

Pseudoscorpioni (Pseudoscorpiones)

Minuscoli aracnidi che ricordano scorpioni in miniatura, ma senza coda e pungiglione.

  • Vivono sotto la corteccia, nel terreno o nei vecchi libri.

  • Predano piccoli insetti come acari e larve.

Acari (Acari)

Forse il gruppo più variegato e diffuso.

  • Comprende sia specie utili (predatori di parassiti agricoli) sia dannose (acari della polvere, della scabbia, fitofagi).

  • Sono presenti migliaia di specie in Italia.

Solifugi (Solifugae) e Palpigradi (Palpigradi)

  • Solifugi: non presenti stabilmente in Italia, ma solo in regioni desertiche del mondo.

  • Palpigradi: piccolissimi aracnidi simili a scorpioni primitivi, rarissimi ma documentati in Italia in grotte e ambienti sotterranei.

Come è suddiviso il corpo degli aracnidi?

A differenza degli insetti, che hanno tre paia di zampe, gli aracnidi possiedono ben quattro paia di zampe. Il loro corpo è composto da due segmenti principali: il cefalotorace, che unisce la testa e il torace, e l’addome. Questa suddivisione è una caratteristica tipica che li distingue nettamente dagli altri artropodi, come gli insetti stessi.

Caratteristiche: hanno ali e antenne?

A differenza degli insetti, gli aracnidi non possiedono ali e nemmeno antenne. Il loro corpo si distingue per essere suddiviso in due segmenti principali—cefalotorace e addome—e per la presenza di quattro paia di zampe, che li rende subito riconoscibili. Questa struttura li separa nettamente dagli insetti, che invece hanno tre paia di zampe e spesso sia antenne che ali.

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