Come Avviene l’Identificazione Nidi di Vespe?

Ape o Vespa? Qual’è la differenza tra ape e vespa? Identificare un nido di vespe significa distinguerlo da un nido di api. E’ una distinzione fondamentale in quanto il primo va distrutto appena possibile, mentre, di fronte al secondo bisognerà contattare l’apicoltore più vicino, che recuperati tutti i componenti della colonia li trasferirà presso un’ arnia di allevamento preservando il contenuto del fuco.
Le api infatti, al contrario delle vespe costituiscono un patrimonio per l’ecosistema, provvedono all’impollinazione di fiori e frutti, e in più, forniscono sostanze benefiche quali il miele, la cera, la pappa reale e la propoli, con quest’ultima vengono chiusi i fori dell’alveare ed è un antisettico naturale dall’elevato potere cicatrizzante. Lo stesso veleno delle api viene considerato terapeutico per i reumatismi e i dolori articolari e fin dall’antichità molte malattie venivano curate con i prodotti dell’alveare.
Un’ulteriore differenza tra le vespe e le api riguarda la puntura. Le api possono pungere una volta sola nella vita, a causa della forma seghettata del pungiglione che rimane conficcato nella

cute. L’ape, nel tentativo di liberarsi, si lacera e tessuti e muore poco dopo. Le api non sono insetti aggressivi e pungono se si sentono in pericolo, il loro veleno serve a difendere l’alveare dalle intrusioni. La vespa invece, a seconda della specie, ha gradi anche elevati di aggressività, il veleno serve ad immobilizzare gli insetti di cui si ciba per poterli catturare. Con il suo pungiglione liscio può pungere ripetutamente anche in breve tempo. I veleni dei due insetti hanno composizioni analoghe e possono provocare reazioni allergiche modeste o molto importanti. Quindi è molto importante distinguere la differenza tra api e vespe.
IMPORTANTE: le vespe sono particolarmente dannose e pericolose per la salute di persone e animali domestici, per questo è importante, contattare una ditta professionale di disinfestazione e arginare tempestivamente il problema, vuoi sapere una disinfestazione vespe quanto costa? Visita il nostro portale prezzi.info, richiedi una consulenza personalizzata e un preventivo gratuito e senza impegno per un trattamento mirato e professionale.
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Veleni diversi
L’istamina è la sostanza più comune nel veleno di ambedue gli insetti, provoca dolore, prurito, e dilatazione dei capillari sanguigni con rigonfiamento della zona interessata. Tuttavia, il veleno della vespa contiene anche degli enzimi che ne rafforzano la tossicità. La reazione antistaminica può essere violenta, e nei soggetti allergici portare allo shock anafilattico con conseguenze anche gravi. Il veleno in sé non è letale, sarebbero necessarie, per un individuo adulto e non allergico, migliaia di punture per provocarne la morte. Ciononostante una puntura al collo può provocare un edema della laringe e problemi respiratori per la tumefazione delle vie aeree superiori. In più l’odore del veleno agisce da ferormone e può provocare l’aggressione di altre vespe nelle vicinanze.
La famiglia delle vespe

Le vespe appartengono all’ordine degli Imenotteri, alla famiglia delle Vespidae e alla superfamiglia Vespoidea. Distinguere morfologicamente l’ape, che appartiene invece alla famiglia delle Apidae, rappresenta già un indizio per capire se si ha davanti un nido di vespe. La mandibola dell’ape, che non ha bisogno di fare grande uso dell’apparto masticatore è molto più ridotta di quello della vespa, che, viceversa ha ridotta la ligula, che serve all’ape per succhiare il nettare. Le spazzole presenti sul terzo paio di zampe dell’ape, le servono a raccogliere il polline e trasportarlo anche per lunghe distanze, sono completamente assenti nelle vespe. Queste non si cimenteranno mai nella classica danza ad 8 rovesciato o in circolo che serve alle api da richiamo alle sorelle operaie.
In Italia sono presenti più tipi di vespe: la vespa europea, o “calabrone” (Vespa crabro), e la sottospecie “vespa cabro germana”, presente su tutto il territorio; la “vespa orientale” (Vespa Orientalis) presente al sud e in Sicilia; la “vespa asiatica” (Vespa Velutina Lepeletier) nella sottospecie “vespa velutina Nigrithorax du Buysson“, la Polistes Dominula, riconoscibile per le “guance” gialle e la Polistes Gallicus segnalata in Liguria, in Piemonte e nelle Marche. Tutte hanno le caratteristiche striature gialle, più o meno tendenti al bruno, che condividono con l’ape.
Tipi di nidi di vespe
1. Nidi di carta
Sono i più comuni e tipici delle vespe cartonaie (Polistes, Vespula e Dolichovespula).
Le vespe raccolgono fibre di legno, che masticano mescolandole alla saliva, creando una sostanza simile alla carta grigia.
Caratteristiche:
- Hanno forma tondeggiante o a ombrello;
- Struttura con cellette esagonali ben visibili (come i favi delle api);
- Di solito appesi a tetti, cornicioni, rami, sottotetti, cassette della posta;
- All’inizio sono piccoli, poi possono crescere parecchio durante la stagione.
2. Nidi sotterranei
Costruiti da specie come la Vespa comune (Vespula vulgaris) o la Vespa germanica (Vespula germanica).
Caratteristiche:
- Sono nascosti nel terreno, spesso in vecchie tane di roditori o cavità naturali;
- All’ingresso si vede solo un buco, ma sotto possono esserci nidi molto estesi;
- Piuttosto pericolosi perché difficili da individuare fino a quando non si viene punti.
3. Nidi in cavità
Alcune vespe nidificano all’interno di muri, intercapedini o tronchi cavi.
Le specie più comuni che usano queste soluzioni sono la Vespa germanica e la Vespa europea (Vespa crabro).
Caratteristiche:
- Nidi ben protetti, difficili da vedere dall’esterno;
- Possono svilupparsi in modo massiccio, con migliaia di individui;
- La presenza si nota per il via vai continuo di vespe dal foro di ingresso.
4. Nidi di vespe solitarie
Queste vespe non formano colonie ma costruiscono nidi per le proprie uova.
Esempi:
- Vespe muratrici (tipo Sceliphron) che creano piccoli nidi di fango su muri, soffitti o legni;
- Vespe vasaie che costruiscono nidi di fango simili a piccoli vasi o urne.
Caratteristiche:
- Struttura molto più piccola e meno pericolosa;
- Non aggressivi verso l’uomo;
- Nidi usati per deporre uova e poi abbandonati.
Dove si trovano più spesso i nidi di vespe?
- sottotetti;
- cornicioni e balconi;
- tra le tegole;
- in legnaie o casette da giardino;
- nei giardini e negli alberi;
- sottoterra (nei prati, vicino a muretti, marciapiedi, radici).
Curiosità
Più il nido è grosso e più è probabile che ospiti una colonia numerosa e potenzialmente aggressiva, specie verso fine estate, quando le risorse scarseggiano.
Falsi miti sulle specie di vespe in Italia
Spesso si tende a confondere le vespe più comuni presenti in Italia con il cosiddetto “calabrone gigante asiatico” ( vespa mandarinia, noto anche come calabrone giapponese). In realtà, questa specie è originaria dell’Asia orientale temperata e tropicale, e si distingue per dimensioni impressionanti: il corpo può raggiungere anche 4,5 centimetri e il pungiglione supera i 6 millimetri. Al contrario, in Italia non ci sono segnalazioni attendibili della presenza di questo enorme insetto.
È importante quindi ricordare che le vespe e i calabroni autoctoni, pur potendo risultare fastidiosi o pericolosi, sono di taglia inferiore rispetto a queste “star” delle cronache internazionali, e la loro gestione richiede attenzione, ma non allarmismi dettati da informazioni errate.

La ricerca dei nidi di vespe o calabroni
Le vespe di solito costruiscono il nido sotto il terreno o sotto la sabbia. Questi nidi non sono facili da individuare ma è urgente quando si trovano in un giardino o in un orto, dove le vespe rovinano i frutti di cui sono ghiotte. L’ingresso del nido può essere segnalato da un piccolo cumulo di terra al di sotto del quale si sviluppano le celle, o dalla presenza dei maschi che difendono l’area intorno al nido. Le vespe del genere Polistes (Polistinae), sono chiamate vespe cartolaie perché impastano saliva e legno producendo un materiale simile al cartone. I nidi così ottenuti si trovano nella cavità dei tronchi o tra le rocce, ma anche a bordo piscina, dietro i pensili della cucina o nei cassoni delle tapparelle, nei luoghi strani ma di facile accesso. Questi nidi sono più piccoli degli alveari, misurano all’incirca 10-20 centimetri e contengono da 150 a 200 celle, tutte visibili.
Per riuscire ad individuare i nidi delle vespe è sempre utile osservare gli insetti, alla fine vi fanno sempre ritorno soprattutto se hanno appena recuperato del materiale utile per la costruzione. Il momento migliore per intervenire è la notte, quando tutte le vespe sono all’interno, eliminando la regina non ci sarà pericolo che nello stesso anno si formi un nuovo nido.
FAQ – Domande frequenti sui nidi di vespe
Quanto può crescere un nido di vespe in una stagione?
Un nido di vespe può aumentare rapidamente di dimensioni nel corso dei mesi più caldi. Alcuni nidi possono superare i 20 centimetri e ospitare centinaia di esemplari prima della fine della stagione. Più il nido si sviluppa, più cresce il rischio di aggressività da parte degli insetti.
Perché le vespe scelgono di costruire i nidi vicino alle abitazioni?
Le vespe prediligono zone riparate, come sottotetti, grondaie o intercapedini, perché offrono sicurezza e stabilità. In particolare, ambienti caldi, con facile accesso a cibo e acqua, favoriscono la costruzione dei nidi nei pressi delle case.
Come riconoscere un nido attivo da uno abbandonato?
Un nido attivo si distingue per il via vai continuo di vespe operaie, specialmente nelle ore più calde della giornata. I nidi abbandonati, invece, mostrano un aspetto più secco e fragile, senza movimento visibile e spesso danneggiati dalle intemperie.
Quanto tempo impiegano le vespe a costruire un nido?
Le vespe impiegano poche settimane per costruire la struttura iniziale del nido, ma lo sviluppo completo può richiedere tutta la stagione primaverile ed estiva, fino a raggiungere la piena attività a fine estate.
Perché alcune vespe nidificano sotto terra?
Alcune specie preferiscono nidificare nel sottosuolo per proteggersi meglio da predatori e agenti atmosferici. Il terreno offre un habitat sicuro, stabile e ideale per lo sviluppo della colonia, soprattutto nei giardini o nei pressi dei muretti.
Quali sono i rischi nel tentare di rimuovere un nido da soli?
Intervenire senza esperienza espone al rischio di punture multiple e reazioni allergiche anche gravi. Inoltre, alcune specie difendono il nido con estrema aggressività. In questi casi è sempre consigliato rivolgersi a professionisti specializzati nella disinfestazione.
Le vespe tornano nello stesso nido ogni anno?
No, i nidi di vespe non vengono riutilizzati l’anno successivo. Con l’arrivo dell’autunno e dei primi freddi, le colonie muoiono e solo alcune femmine fecondate sopravvivono, cercando un nuovo luogo per fondare una colonia la primavera successiva.

